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Area marina, addio agli ormeggi

Area marina, addio agli ormeggi

Santa Teresa, Murru lancia l’allarme: le navi in difficoltà nelle Bocche non avranno un punto di riparo

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SANTA TERESA. Nuove perplessità del Movimento sardo pro territorio sull’istituenda Area marina protetta Capo Testa-Punta Falcone. Chiede di sapere quali osservazioni siano state recepite dal ministero dell’Ambiente e perché la Capitaneria della Maddalena, ente preposto ai controlli sull’Amp, non sia stata coinvolta anche solo per un parere consultivo. Ulisse Murru, rappresentante locale del Movimento solleva anche altri dubbi sulla sicurezza e la navigazione. «Risulterebbe proibito l’ancoraggio alle navi nel tratto di mare di Cala la Colba, a ponente di Capo Testa – spiega Murru –, punto in cui le navi trovano riparo sicuro durante le tempeste anche improvvise nelle Bocche di Bonifacio. Ciò significherebbe che le navi in balia delle onde dovrebbero comunque proseguire la rotta, mettendo a rischio l'incolumità umana e ambientale. A oggi questa situazione di ormeggio è invece garantita, come a Porto Liscia, secondo punto di ancoraggio sicuro per navi indicato dalla Capitaneria. Altra contraddizione è il differente criterio di valutazione adottato con l’Amp per tutelare 50 dei 70 chilometri di litorali. Perché i confini dell’area marina non si estendono su tutti i 70 chilometri, visto che includono tra l’altro la penisola di Coluccia e la foce del Liscia?». Altro nodo da sciogliere è la bozza del decreto istitutivo e del relativo regolamento. «In Comune non risultano bozze aggiornate – dichiara Murru –. Poiché leggendo l’unica bozza ufficiale emergono molti dubbi è indispensabile un confronto tra gli enti coinvolti e i portatori di interesse, non solo residenti nel comune teresino». Il Movimento evidenzia un altro aspetto. «Sorprende che la normativa preveda il coinvolgimento di diversi enti distanti dal territorio e non chi sul territorio vive e opera. Sono coinvolti i presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, l'Unione delle province italiane (Upi) e l’Anci». (w.b.)

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