Museo archeologico, al via i lavori nel ponte
Durerà circa 45 giorni il cantiere, necessario per inserire la struttura nei circuiti regionali e nazionali
OLBIA. Il cantiere è stato aperto ieri mattina. Tecnici e operai sono arrivati sul posto e subito hanno dato il via ai lavori. Entro un mese e mezzo il ponticello che collega il museo con la terra ferma sarà messo a norma. È un passaggio fondamentale, perché senza questa operazione il museo archeologico sull'isola Peddone non potrà neanche iscriversi ai circuiti museali regionali e nazionali. Ad aggiudicarsi i lavori, per un totale di circa 15mila euro, è stata la ditta Pattitoni. Le operazioni dureranno 45 giorni. Dopodiché la struttura di proprietà del Comune potrà ambire a diventare un vero museo.
Il ponticello del museo non è a norma, visto che uno dei piloni che lo sorreggono è stato eroso dal mare. In queste settimane una parte del ponte sarà così demolita e ricostruita. Nel frattempo i visitatori del museo potranno accedere alla struttura tramite una passerella provvisoria. Soddisfatta Sabrina Serra, assessore comunale alla Cultura. «Appena insediati abbiamo capito che la mancata idoneità del ponte di accesso costituiva un limite gravissimo per il museo - commenta l'assessore Serra -. Quindi abbiamo subito reperito le risorse finanziarie e avviato le procedure di gara. Si tratta di un passaggio decisivo nel percorso di valorizzazione del museo. Subito dopo il termine dei lavori chiederemo il rilascio delle certificazioni previste e quindi potremo intraprendere l'iter di iscrizione della struttura al registro dei musei. Potremo essere un interlocutore istituzionale delle politiche museali statali e regionali».
I lavori termineranno giusto in tempo per il Giro d'Italia, quando il museo diventerà il quartier generale dell'intera organizzazione della gara. A parte questo, con la sistemazione del ponticello si potrà scrivere una nuova pagina della struttura sull'isola Peddone. Il museo archeologico, nato una quindicina di anni fa, al momento funziona solo a metà. Non esiste una gestione e non si paga neanche un biglietto d'ingresso. Al suo interno sono conservate solo due delle ventiquattro navi romane scoperte nel 1999 durante gli scavi del tunnel. Pochi anche gli altri reperti in esposizione, nonostante le numerose e importanti scoperte fatte in città nel corso dei decenni. Invece quando il museo avrà tutte le carte in regola, e un ponte a norma, il Comune potrà andare a caccia di finanziamenti di Stato e Regione e studiare una forma di gestione per dare dignità alla struttura e allo stesso tempo alla storia millenaria della città. (d.b.)
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