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Olbia

Terapia del dolore, il Comune si mobilita per riaprire il centro

di Angelo Mavuli
Terapia del dolore, il Comune si mobilita per riaprire il centro

Biancareddu: ci muoveremo per far assumere anestesisti Balata: c’è solo un medico, colpa della razionalizzazione

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TEMPIO. La vicenda della signora tempiese con gravissimi problemi d’Alzheimer, sottoposta qualche anno fa, a Tempio, nel servizio di terapia del dolore, ad un intervento chirurgico, per l’impianto di uno stimolatore del midollo spinale edora (in seguito all’istituzione di un unico Hub presso il Businco), costretta a recarsi, a Cagliari per la sua sostituzione, sta facendo discutere non poco la città. I suoi abitanti, sempre più spaventati, gli amministratori comunali, le forze politiche, e la Assl di Olbia che difendere le sue scelte operative “per una sanità migliore”.

Andrea Biancareddu. «Dopo aver chiesto a suo tempo alla direzione sanitaria e in commissione regionale alla Sanità durante l’audizione a me riservata, di non diminuire le competenze del centro antidolore di Tempio - afferma il sindaco - apprendo che il centro operante al Dettori, dopo l’andata in pensione della titolare Nella Manconi, ha perso praticamente tutte le sue prerogative, operando a scavalco con un solo anestesista, impossibilitato a soddisfare tutte le richieste. Praticamente chiuso. Come primo responsabile della Sanità pubblica, assieme ai miei colleghi sindaci, mi adopererò, subito all’assunzione di nuovi anestesisti e alla loro specializzazione nel campo specifico. Chiederò con forza che il centro antidolore di Tempio già certificato dalla Regione, torni nel pieno delle sue competenze evitando così faticosi viaggi a Cagliari come quello appena segnalato».

Antonio Balata. «Sarebbe ingeneroso - dice Antonio Balata di Tempio Libera -, non riconoscere la disponibilità del dottor Iosto Mannu, succeduto alla dottoressa Manconi. Non potendo più contare però su un medico dedicato solo all'attività ambulatoriale è chiaro che il numero delle prestazioni risulta in netto calo. Un aspetto questo non nuovo per quanti lavoriamo nella sanità sarda. Costretti a fare i conti con la razionalizzazione della spesa, da cui deriva anche la creazione di un unico hub regionale a Cagliari per la terapia del dolore».

Nicola Luciano. «Il sindaco Biancareddu, due anni fa - scrive Nicola Luciano, rappresentante del Popolo dei Luchetti -, ci chiese di fare un passo indietro e di lasciar fare a lui. I risultati finora ottenuti ci inducono a chiedergli ora, di fare lui più passi in avanti nella difesa del Paolo Dettori. Al quale, non solo si tolgono impunemente i servizi ma anche gli stessi presidi medici. Sarebbe ora che il sindaco, in pubbliche assemblee aperte, mai convocate in due anni, dica cosa vuole fare».

La Aasl. Di tutt’altro tenore infine il comunicato dell’Assl di olbia che una volta di più precisa che »è tutto nella norma».

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