Offrì il suo Rolex per aiutare i poveri
Don Antonio Tamponi non è prete da sacrestia, topo di biblioteca forse, ma anche ricercatore e studioso che viaggia e si documenta, mettendo poi il suo sapere e la sua inventiva a disposizione della...
Don Antonio Tamponi non è prete da sacrestia, topo di biblioteca forse, ma anche ricercatore e studioso che viaggia e si documenta, mettendo poi il suo sapere e la sua inventiva a disposizione della gente. Amato per i suoi atteggiamenti da alcuni, non amato da altri, ma sempre pronto al confronto e al dialogo. Le sue prediche domenicali, molto franche e aperte, dialoganti anche, spesso lasciano il segno e suscitano discussioni. Come quella del marzo 2016 quando il parroco, (preoccupato perché nell’Emporio della Carità, ci sarebbe potuta essere per i poveri, carenza di carne, durante le festività di Pasqua), a un tratto trasformò il suo sermone domenicale in una vera e propria asta. «Offro il mio Rolex in cambio di 20 agnelli, annunciò ai fedeli increduli. L’emporio della Carità di Circonvallazione San Giuseppe che dà da magiare ogni giorno a centinaia di persone, potrebbe non avere la carne sufficiente per la Santa Pasqua». Un violentissimo pugno alla stomaco che aveva lasciato senza fiato i fedeli, cancellando i sorrisi di qualcuno e lasciando sbalordita l’intera assemblea. Poco dopo due imprenditori diversi (un alimentarista ed un ristoratore), entrarono in sacristia e l’asta fu chiusa con l’arrivo dei 20 agnelli e con il cambio di proprietà del Rolex. Il fatto, applaudito, contestato e commentato, tenne banco sui media nazionali per diverse settimane. (a.m.)
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