In bilico gli accordi per salvare i 139 lavoratori della Clea
OLBIA. Accordi fragili e vite in bilico. L’arresto di Gianni Iervolino arriva in un momento delicatissimo per la Clea. La lavanderia industriale di cui Iervolino è proprietario, nel mese di gennaio...
OLBIA. Accordi fragili e vite in bilico. L’arresto di Gianni Iervolino arriva in un momento delicatissimo per la Clea. La lavanderia industriale di cui Iervolino è proprietario, nel mese di gennaio ha avviato la procedura di licenziamento per 139 persone, scese ora a 66. La proprietà, Confindustria e i sindacati Filctem Cgil e Femca Cisl hanno trovato un accordo di massima per salvare tutti i lavoratori. E anche ieri, all’indomani dell’arresto di Iervolino, gli incontri tra sindacati e Confindustria sono andati avanti. «C’è grande preoccupazione sul futuro degli accordi sindacali – spiega Marino Bussu, segretario provinciale Filctem Cgil – . Abbiamo sempre portato avanti le trattative con Gianni, ora dobbiamo fare altri ragionamenti».
La prima bozza di accordo messo nero su bianco dalla Confindustria e ora allo studio dei sindacati. Prevede la nascita di una newco, una nuova società che possa gestire la Clea e partecipare di nuovo agli appalti pubblici. Nell’estate 2016 l’azienda ha dovuto inserire nel bilancio un maxi debito. Oltre 4milioni che la Clea deve alla Asl di Nuoro per pagamenti del servizio superiori a quelli resi. Il lodo arbitrale si è chiuso in favore dell’azienda sanitaria. In virtù di quel debito la Clea aveva deciso di licenziare tutti i 139 dipendenti Dopo uno sciopero e una manifestazione sono riprese le trattative. E si è arrivati a un accordo di massima. Verrà creata una newco con Demi, una delle aziende di Iervolino e la partecipazione del figlio. Non una scatola cinese, come temevano i sindacati, ma una società nuova di zecca e bilanci vergini. Secondo i primi calcoli 59 persone manterranno il posto a tempo indeterminato, riassunti dalla newco. A questi si aggiungono i 14 che lavorano per Clea nei presidi ospedalieri di Lanusei, Nuoro e Sassari. 66 verrebbero licenziati e riassunti a tempo determinato per sei mesi. Ma nella delicata e complessa situazione della Clea si inserisce un secondo enigma. Il presidente della Hospital service, la ditta che si è aggiudicata l’appalto di Olbia è stato arrestato per truffa. I sindacati chiedono alla Assl di annullare il bando e alla classe politica di vigilare su un appalto così delicato.
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