La Nuova Sardegna

Olbia

Pescatore in immersione muore bloccato nelle reti

di Stefania Puorro
Pescatore in immersione muore bloccato nelle reti

Porto San Paolo, la disgrazia ieri mattina nelle acque dell’Area Marina Protetta Gianni Isoni, uscito in barca con uno dei figli, si era tuffato con le bombole

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PORTO SAN PAOLO. La passione per il mare l’aveva sin da piccolo. Quando portava con sé i quaderni per fare i compiti pur di non perdere un minuto della giornata di pesca di suo padre. Gli piaceva guardarlo, voleva imparare i segreti del mestiere, perché sapeva sin d’allora che anche lui avrebbe fatto il pescatore. E così è stato. E’ diventato un pescatore esperto, scrupoloso, ammirato per tanta professionalità e competenza. Ma ieri mattina, in quel mare che tanto amava, Gianni Isoni, originario di Golfo Aranci, ma da tempo a Olbia, è morto annegato. Impigliato nelle reti, dalle quali forse ha cercato di divincolarsi sganciandosi dalle bombole. Aveva 59 anni, era sposato con Pina Bernardi ed era padre di due figli, Paolo e Silvio.

A pochi metri di profondità, proprio tra le reti che stava controllando nell’area marina protetta di Tavolara, la vita del “grande pescatore” si è spezzata tragicamente. Non si sa esattamente che cosa sia accaduto. Forse ha avuto un problema improvviso ed è solo riuscito a liberarsi dall’imbragatura. Poi la tragica fine di tutto. E il suo corpo senza vita è risalito in superficie.

Il figlio Paolo, con il quale era uscito in barca, ha capito immediatamente che potesse essere successo qualcosa. Il padre si era immerso, ma non risaliva. Ha chiamato allora la centrale operativa della guardia costiera di Olbia attorno alle 10 e nel giro di pochi istanti la notizia si è diffusa. Tanto che sul posto, sono arrivate anche alcune barche di altri pescatori, mentre si erano già mobilitati una motovedetta della capitaneria di Olbia e i sommozzatori della polizia. Quando il corpo, libero dalle bombole, è emerso, i pescatori lo hanno tirato fuori dall’acqua e si sono precipitati verso il molo di Porto San Paolo, dove erano pronti a intervenire gli operatori del 118, arrivati con l’ambulanza. Ma non c’era più niente da fare. E ogni tentativo di rianimazione è risultato vano. Gianni Isoni se n’era andato per sempre.

La salma è stata poi trasportata davanti alla camera mortuaria del Giovanni Paolo II, quindi trasferita in quella del vecchio cimitero di via Roma, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Non si sa ancora se verrà disposta l’autopsia, ma sicuramente verrà esaminata tutta l’attrezzatura con la quale Gianni Isoni si era immerso.

Parenti e amici di Olbia e di Golfo Aranci hanno subito affollato l’area esterna del cimitero. Increduli, scioccati, distrutti dal dolore. «Era il re dei pescatori - lo ricorda un parente con gli occhi gonfi di lacrime -, era un vero uomo di mare, non c’era nulla che non sapesse e rispettava alla perfezione tutte le regole di sicurezza. Nessuno può dire che cosa sia avvenuto lì sotto, dove ogni giorno Gianni controllava le sue reti, dove ogni giorno svolgeva la stessa operazione con estrema attenzione».

Sì, come ogni giorno, Gianni Isoni era uscito da casa anche ieri con il figlio Paolo. Prima da Olbia a Porto San Paolo in macchina e poi in barca nelle acque di Tavolara, autorizzato dall’Area Marina Protetta. Ha messo le bombole, ha verificato che tutto fosse a posto e poi si è immerso. Ma il tempo trascorreva e Paolo, dalla barca, non vedeva il padre risalire. L’allarme è scattato subito, ma la tragedia, ormai, era avvenuta.

Gianni Isoni era molto conosciuto a Olbia (viveva in via Belgrado, zona a nord della città), a Golfo Aranci e a Porto San Paolo. Faceva parte di una famiglia numerosa di Golfo Aranci e suo padre era stato per lui l’esempio da seguire. Lui aveva scelto di fare il pescatore professionista, ma l’amore per il mare ha sempre coinvolto tutti, tanto che alcuni dei suoi fratelli lavorano sulle spiagge. Una famiglia, la sua, vicina anche al mondo del volontariato: due sorelle e una nipote fanno parte del Gruppo di Protezione civile Monte Ruiu di Golfo Aranci.

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