“Olbi@ in Lab”, il laboratorio dove gli studenti creano il proprio futuro
OLBIA. Un laboratorio innovativo nel quale gli studenti creeranno il loro futuro lavorativo. A un anno dal “patto” col Cipnes e il mondo produttivo del territorio, il “Laboratorio per l’occupabilità...
OLBIA. Un laboratorio innovativo nel quale gli studenti creeranno il loro futuro lavorativo. A un anno dal “patto” col Cipnes e il mondo produttivo del territorio, il “Laboratorio per l’occupabilità Olbi@ in Lab” messo in piedi da sette scuole superiori, procede a passi spediti. Il progetto, finanziato dal ministero con 750mila euro, troverà il suo spazio fisico nella nascente piattaforma “Insula Sardinia Enterprise”, un incubatore di imprese che il Cipnes sta realizzando nella zona industriale. Qui, in 800 metri quadri, le scuole allestiranno tre laboratori, progettando e lavorando insieme al mondo produttivo del territorio, con l’obiettivo di creare opportunità di lavoro. Il percorso di avvio di “Olbi@ in Lab” è stato raccontato nei giorni scorsi da Gianluca Corda, dirigente dell’Amsicora, scuola capofila del progetto, in occasione dell’evento organizzato dal Cipnes “Sardegna, laboratorio di innovazione”, dedicato alle start up.
“Olbi@ in Lab” è l’idea innovativa frutto di una rete composta da sette scuole (istituti di istruzione superiore Amsicora Liceo classico Gramsci, Liceo scientifico Mossa, istituto tecnico Panedda, Liceo Artistico De Andre, scuola media Diaz e IV circolo didattico) che progettano e lavorano insieme alle associazioni del territorio, Cna, Confartigianato, Camera di commercio, Fab Lab e Comune di Olbia. «L’obiettivo – spiega Gianluca Corda – è creare un luogo di promozione dell’innovazione e di creazione di opportunità di lavoro nei principali settori produttivi. L’attività vuole rendere gli studenti protagonisti attivi del cambiamento, come ricercatori, esploratori e costruttori del loro futuro». Con il finanziamento del ministero, le scuole acquisteranno macchinari all’avanguardia per i tre laboratori che saranno allestiti nella piattaforma del Cipnes, dove gruppi di ragazzi delle diverse scuole, lavoreranno in diversi ambiti: attività di ricerca scientifica, di analisi fisico-chimiche e di controllo di qualità degli ambienti; attività di studio, progettazione e marketing delle risorse naturalistiche, archeologiche, artistiche, eno-gastronomiche e artigianali; attività di innovazione tecnologica, di progettazione in 3D e prototipazione nei diversi settori. «Attualmente siamo nella prima fase di conoscenza del territorio e delle sue risorse da parte dei ragazzi, guidati dalle associazioni di categoria e dal consulente esterno del progetto Carlo Marcetti», spiega Corda.
La convenzione col Cipnes per lo spazio all’interno della Pte, durerà dieci anni. (t.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google