La Nuova Sardegna

Olbia

Nel quartiere “Poi” è l’ora della svolta Via alla sistemazione

di Angelo Mavuli
Nel quartiere “Poi” è l’ora della svolta Via alla sistemazione

Previsti interventi per strade, marciapiedi e illuminazione La giunta comunale ha approvato il progetto preliminare

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TEMPIO. Nel rione Poi, gli abitanti delle aree e delle vie attorno a Piazza Berlinguer, Via Sotgiu, Via Angelina Balata e Via Nino Manconi, possono cominciare a sperare nella riqualificazione, se non dell’intero quartiere, almeno delle vie elencate. In condizioni di degrado e abbandono ormai da circa dieci anni. La giunta comunale in una delle sue ultime sedute ha deliberato infatti, di approvare, in linea tecnica, il progetto preliminare, redatto, sin dall’aprile del 2015, dal geometra Enrico Muzzu, mai messo in essere sino a questo momento. Il progetto, per un importo di 68 mila euro prevede, in linea di massima, la bitumazione delle suddette vie, la creazione o il rifacimento dei marciapiedi con relative cordonate, la realizzazione dell’impianto di illuminazione pubblica ed una serie di opere idriche per il convogliamento corretto delle acque piovane che ora scorrono in piena libertà, trasformando in torrenti le vie che diventano impercorribili non solo per le auto ma per gli stessi pedoni. Secondo il progetto preliminare che la giunta comunale ha approvato, i lavori prevedono anche l’abbattimento di diverse barriere architettoniche, la messa in sicurezza di Piazza Berlinguer con la rimozione dell’ormai cadente ringhiera in ferro, la posa di una ringhiera del medesimo stile e la sistemazione degli ingressi. Una serie di lavori insomma che quando vedranno la luce sicuramente ridaranno un aspetto più dignitoso, accurato ed accogliente dell’attuale e contro il cui degrado, da anni protestano, finora inutilmente, gli abitanti del Rione. L’ultima lamentela degli abitanti del sito, risale alla vigilia dello scorso Natale, quando, dopo la depolverizzazione e l’illuminazione di Via Madonna di Pompei, (unica via in pieno centro storico non illuminata e depolverizzata), avevano espresso con una lettera alla giunta, l’amarezza ed il malcontento. «Non per invidia degli abitanti di Via Madonna di Pompei - avevano scritto -, ma per l’abbandono nel quale tutte le amministrazioni comunali sin qui succedutesi ci hanno lasciato». A farsi portavoce del malcontento del rione, con una lettera firmata dagli abitanti, era stato un insegnante, Ettore Brai che aveva concluso la sua missiva annunciando la costituzione di un Comitato di quartiere, «pronto - aveva scritto -, a forme di protesta anche clamorose. Ivi compreso il ricorso alla magistratura in caso di danni a persone o cose derivanti dallo stato di abbandono».

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