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Olbia

Una folla immensa dà l’ultimo saluto al “re dei pescatori”

Una folla immensa dà l’ultimo saluto al “re dei pescatori”

In 1500 ai funerali di Isoni, morto durante un’immersione «Era l’uomo del mare, l’amava e lo rispettava: addio Gianni»

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OLBIA. Una folla immensa. Composta e silenziosa. Più di 1500 persone unite dallo stesso dolore e quasi immobili davanti alla parrocchia di Sant’Ignazio da Laconi. Si sono ritrovate lì, ieri mattina, per l’ultimo saluto a Gianni Isoni, il pescatore di 59 anni morto per infarto sabato mattina durante un’immersione.

Sconvolti e rigati dalle lacrime i visi dei familiari più stretti, e anche quelli dei tanti amici. Tutti ancora increduli. A testa bassa centinaia di pescatori con la pelle già colorata dal sole, che conoscevano il “re del mare” da sempre. La messa è stata celebrata da Padre Alberto Costa. «Questo è un giorno doloroso - ha detto il frate - perché Gianni era una persona che ha dato tanto agli altri nella sua vita ed è morto proprio mentre stava facendo il suo lavoro. O Signore, ecco Gianni, un uomo che è stato sposo, fratello, padre, amico. E continuerà a essere un pescatore, così come sono stati i primi discepoli di Cristo».

Un gruppo di pescatori di Golfo Aranci ricordano Gianni Isoni con tanto affetto. «Una persona straordinaria, un grande professionista, un uomo che, là sotto, non avrebbe mai sbagliato nulla. Era troppo preciso. E’ stato ucciso da un malore e la sua vita si è spezzata proprio in quel mare che tanto amava e che rispettava. Era bello sentire la sua voce per radio».

Un altro amico e compagno di pesca, fatica a parlare. «Era l’uomo del mare per eccellenza. Usciva con il sole, con la pioggia, con il vento. Non si fermava mai. Ogni giorno si infilava la muta, metteva le bombole e scendeva giù. Nel momento della tragedia stava controllando le reti da posta. Se n’è andato un grande pescatore, se n’è andato un grande uomo».

Sabato mattina, Gianni Isoni, originario di Golfo Aranci ma da tempo a Olbia, aveva raggiunto in barca le acque di Tavolara come faceva sempre (aveva l’autorizzazione dell’Area Marina Protetta) insieme con il figlio Paolo e il fratello Umberto.

Si era immerso, poi i suoi familiari hanno cominciato a preoccuparsi quando non lo hanno più visto riemergere. E allora hanno tirato su la rete e lì, Gianni Isoni, era ancora attaccato, senza dare segni di vita. Il corpo è stato trasportato subito sul porticciolo di Porto San Paolo, dove sono arrivati gli ormai inutili soccorsi (118, capitaneria, protezione civile e carabinieri) e da qui al cimitero vecchio di via Roma a disposizione dell’autorità giudiziaria. Non è stato necessario però disporre l’autopsia perché dopo l’esame dell’attrezzatura subacquea si è accertato che a non lasciare scampo al pescatore fosse stato un infarto. (s.p.)

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