Entra in funzione la diga sul Rio Pagghiolu
A 36 anni dalla progettazione, è stato collaudato l’invaso realizzato dalla Zir. Piras: contenzioso risolto
TEMPIO. Ci sono voluti 36 anni. Ora, finalmente, la diga sul Rio Pagghiolu, realizzata dal Consorzio Zir di Tempio, può entrare in funzione. Il commissario del Consorzio, l’Enas (il servizio nazionale dighe), la Soprintendenza per le opere pubbliche e la commissione di collaudo hanno siglato tutti gli adempimenti tecnico-amministrativi per il collaudo dell’invaso. Un atto che sancisce il completamento di un percorso iniziato nel lontano 1981, anno in cui l’opera fu progettata.
Ieri, il collaudo dell’opera, sbloccata dopo anni di attesa a causa di un contenzioso con l’impresa che l’aveva realizzata.
La Regione. «Ringrazio il commissario e il personale della Zir che, su forte impulso dell’assessorato dell’Industria, hanno accelerato le ultime procedure di collaudo», commenta l’assessore Maria Grazia Piras. «Finalmente chiudiamo una vicenda alla quale, soprattutto nell’ultimo anno, abbiamo dedicato molto tempo e molte risorse. Stiamo procedendo con fermezza nel programma di liquidazione dei Consorzi Zir e le ultime delibere relative alla Zir di Tempio, a partire dalle determinazioni per il pagamento degli stipendi del personale, ora in capo all’Unione dei comuni e al Comune di Tempio, sono state fondamentali per definire anche la partita della Diga sul rio Pagghiolu. Abbiamo risolto un contenzioso finanziario con l’impresa che aveva eseguito i lavori – sottolinea l’assessore – assicurando un consistente risparmio per le casse della pubblica amministrazione. Ma, quel che più conta, siamo riusciti a definire il collaudo dell’invaso e quindi a restituire alla collettività e al territorio un’opera pubblica di estrema importanza».
Una storia lunga 36 anni. La diga sul Rio Pagghiolu era stata progettata nel 1981 e il progetto approvato cinque anni dopo. Il finanziamento per la realizzazione dell’opera era arrivato due anni più tardi, nel 1988. L’aggiudicazione e l’inizio dei lavori risalgono invece al 1989. Tredici anni fa, il completamento dell’invaso e nel 2006 la decisione di trasferire la gestione all’Enas.
Tre milioni di metri cubi. Ieri mattina, è stata messa la parola fine su una vicenda emblematica dei ritardi che contraddistinguono la cattiva burocrazia. La diga può contenere 3,1 milioni di metri cubi d’acqua, risorse idriche che andranno a soddisfare le esigenze di migliaia di cittadini della Gallura.
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