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Olbia

L’abbattimento con l’alluvione dell’ottobre 2015

La storia del ponte sul Siligheddu è lunga e contorta. Tutto era cominciato il primo ottobre del 2015, quando l'allora sindaco Gianni Giovannelli aveva ordinato la demolizione del vecchio ponticello...

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La storia del ponte sul Siligheddu è lunga e contorta. Tutto era cominciato il primo ottobre del 2015, quando l'allora sindaco Gianni Giovannelli aveva ordinato la demolizione del vecchio ponticello sul canale in piena per evitare che il rione di Isticadeddu finisse sott'acqua per la seconda volta in un giorno. Un paio di mesi più tardi il comitato di quartiere aveva proposto al Comune di impiantare in via provvisoria un ponte Bailey. Un modo per evitare i disagi ai residenti e ai commercianti, visto che dall'ottobre 2015, soprattutto quelli che abitano sulla sponda ovest, vivono in condizioni di semi-isolamento. Disagi che influiscono sui bilanci delle famiglie e anche delle aziende. Per raggiungere la sponda opposta bisogna infatti percorrere 5 chilometri in più. Il Comune, comunque, aveva bocciato la proposta perché troppo dispendiosa. Nel frattempo aveva inserito la realizzazione del nuovo ponte sul Siligheddu nel primo lotto del Piano Mancini. Ad aggiudicarsi i lavori l'impresa Angius, per un totale di 867mila euro. I lavori sono partiti a giugno, ma sono stati subito interrotti a causa della scoperta di una falda acquifera. Le ruspe sono quindi ricomparse a settembre. I lavori sarebbero dovuti finire prima a dicembre, poi ancora a gennaio. Ritardi che hanno scatenato le proteste dei cittadini. Alcuni di loro avevano appeso anche degli striscioni anonimi nei pressi del cantiere, con su scritto «Vergogna» oppure «Caro Gesù, aiutali tu a finire questo ponte che non termina più». (d.b.)

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