La Nuova Sardegna

Olbia

Prevenzione tumori scoppia la polemica per l’Open day donna

di Angelo Mavuli
Prevenzione tumori scoppia la polemica per l’Open day donna

L’iniziativa privata di Sardegna For You fa il tutto esaurito Protestano gli operatori della sanità pubblica: ci danneggia

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TEMPIO. L’attuazione di un progetto di prevenzione sanitaria chiamato “Open day donna”, una giornata dedicata, in questo caso, a visite specialistiche mirate alla lotta contro il tumore al seno, che dopo essere già stato realizzato in moltissimi altri centri dell’isola da Sardegna For You e che verrà attuato oggi in città per essere ripetuto successivamente il 29 aprile, sta suscitando commenti opposti e polemiche. Ai denigratori tout court dell’iniziativa, rispondono gli estimatori, sempre più numerosi. In estrema sintesi Sardegna For You, un’agenzia specializzata nell’organizzazione di giornate di prevenzione (screening), delle più diffuse patologie in Sardegna, con macchine e specialisti di altissimo livello, con il patrocinio gratuito dell’assessorato comunale ai servizi sociali ed il supporto logistico del centro di Aiuto alla vita di Via Cattaneo, diretto dal medico di base Salvatore Franco, ha organizzato per l’intera giornata di oggi e per l’intera giornata di sabato 29 aprile, un progetto chiamato “Open day donna” che prevede l’ecografia (che non utilizza radiazioni ionizzanti) ed una indagine diagnostica per la prevenzione del tumore al seno. Il costo dell’indagine, la cui diagnosi verrà certificata ampiamente per il medico curante del paziente o per altri specialisti successivi, è di 30 euro da versare al momento della visita. L’iniziativa, che prevedeva sia nella giornata odierna che per il 29 aprile, un numero massimo di 60 posti, già al secondo giorno della sua pubblicizzazione ha raggiunto il numero massimo in entrambe le giornate. A significare la necessità delle donne a prendersi cura di loro, ma ciò evidenzia anche l’enorme assenza della sanità pubblica. Molti operatori sanitari, però, stanno criticando pesantemente il progetto. «Danneggia non poco la sanità – dicono –. Abbassa, infatti, i numeri delle prestazioni pubbliche, dando l’abbrivio agli amministratori regionali, per nuovi tagli di servizi e per la soppressione di posti di lavoro».

«Sono iniziative che aiutano il cittadino – rispondono invece i sostenitori – , costano meno del ticket della Assl e non c’è paragone fra il caos, l’insicurezza e, soprattutto, i tempi biblici imposti dai Cup della sanità pubblica per una qualunque analisi».

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