La Nuova Sardegna

Olbia

Nell’ex stazione Fs in mostra i cimeli della Brigata Sassari

di Angelo Mavuli

In esposizione armi e munizioni raccolti sui campi di guerra Un viaggio nella storia dei sassarini visitabile fino al 2018

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TEMPIO. Con una solenne cerimonia che ha coinvolto l’intera città – presenti autorità civili, militari e religiose, la banda musicale, i due cori Gabriel, Giovanni Puggioni e Luigino Cossu e le associazioni di volontariato –, è stata inaugurata, venerdì, nell’ex stazione ferroviaria, quella che dovrebbe essere, almeno sino al 2018, (quando potrebbe essere spostata provvisoriamente in altre città), la sede permanente della mostra dei cimeli della Brigata Sassari, raccolti in anni di duro lavoro e lunghe ricerche. Tutte articolate dal Comitato dell’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano, su un progetto della dottoressa Lucia Romaniello (assente venerdì alla cerimonia per una indisposizione) e del luogotenente Antonio Pinna, direttore a suo tempo del museo storico della Brigata Sassari, deus ex machina della mostra tempiese.

Il museo con cimeli raccolti sui campi di battaglia della prima guerra mondiale, armi e munizioni, fotografie, lettere e telegrammi che annunciano alla famiglia la morte in battaglia del loro congiunto, comunicati e proclami dello Stato Maggiore, ricostruzione delle trincee, raccolta dei prontuari medici e relative medicine e mille altre cose ancora che richiedono di essere viste e conosciute, hanno trovato posto al piano terra, al primo piano e nel piano sotto palcato di quella che una volta era la sede della stazione ferroviaria del tronco Tempio-Monti. La prima ferrovia a scartamento ridotto dell’isola, nata nel 1988 che collegava Tempio con le ferrovie reali dello Stato, all’altezza dell’abitato di Monti, attraverso le quale procedere poi verso Golfo Aranci o verso Chilivani per raggiungere i punti d’imbarco di Porto Torres e Cagliari.

Da questa stazione, oggi diventata scrigno della memoria, dopo pochi mesi di addestramento nelle campagne tempiesi, nel maggio del 1915 partirono i ragazzi sardi della Brigata Sassari passati alla storia, per l’eroicità delle loro gesta. I Diavoli rossi ancora oggi ammirati ed amati in tutto il mondo per la partecipazione alla missioni di pace. Tutto questo è stato raccontato nel corso dell’inaugurazione che ha registrato, fra gli altri interventi, quelli del sindaco Andrea Biancareddu, dell’assessore Addis, dell’ex sindaco Frediani, (sotto la cui legislatura era iniziato il recupero dell’immobile), e del vescovo monsignor Sebastiano Sanguinetti che nel ricordo della storia di allora ha ribadito l’importanza della pace per la quale, tutti, oggi, devono impegnarsi.

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