In Comune un dipinto “dimenticato” di Marghinotti
TEMPIO. È esposta in municipio da 175 anni ma non è stata mai una sola volta menzionata in alcun libro di storia, né in quelli di storia dell’arte, e neppure in nessuna guida su Tempio e sulla...
TEMPIO. È esposta in municipio da 175 anni ma non è stata mai una sola volta menzionata in alcun libro di storia, né in quelli di storia dell’arte, e neppure in nessuna guida su Tempio e sulla Sardegna. Nessuna traccia nemmeno cliccando Tempio e Carlo Alberto in internet. Una svista non da poco considerato che si tratta del grande dipinto che ritrae Carlo Alberto nel salone di rappresentanza del Comune. La data è 1842. La firma è quella di Giovanni Marghinotti pittore di Camera del re, il più importante pittore sardo dell'Ottocento, artista che ha meritato un'ampia voce nel Dizionario biografico degli Italiani della Treccani.
Il dipinto fa parte di una serie che Marghinotti eseguì in quel periodo per i comuni sardi che andavano tributando i più alti onori al sovrano sabaudo in occasione delle sue visite. Di questa serie ne scrive Maria Grazia Scano nel libro sulla storia dell'arte in Sardegna di quegli anni. Solo che si indicano i ritratti presenti a Cagliari, Sassari, Iglesias, Alghero e Ozieri, ma non si menziona Tempio.
Un’opera d’arte preziosa dimenticata, insomma. Sebbene qualche anno fa lo storico dell'arte Luigi Agus, conoscendone la storia e il valore, avesse segnalato alla giunta Frediani la necessità di un restauro. Ad accendere i riflettori su questo importante quadro è stato negli scorsi giorni, su facebook, lo storico e bibliotecario tempiese Guido Rombi, da oltre venti anni autore di libri e articoli di storia della Sardegna e di Tempio, che si era peraltro già occupato in un articolo sull'Almanacco gallurese del 2007 proprio della visita di Carlo Alberto nel 1843. Anche lui in quella occasione non ebbe molto pensiero per il quadro. Questa volta, però, impegnato in nuovi approfondimenti su quella visita, ha avuto attenzione a indossare anche le giuste lenti storiche-artistiche e ha voluto verificare chi fosse l'artista: «Sarebbe importante saperne di più. Qual è la storia? Quando fu acquisito dal Comune? Perché? Dove era conservato prima? Nel precedente municipio (non ancora esattamente individuato), o forse nel palazzo vescovile dove il re fu ospitato in occasione di entrambe le visite?. Possibile che non ce ne sia notizia nell'Indicatore Sardo?».
Qualche anno fa, a Rombi capitò per primo di dare notizia di un'altra opera d'arte di grande interesse per la città.Venne a sapere che nell'Istituto Tecnico Martini di Cagliari era conservata una lapide in marmo dedicata a Francesco Raimondo Fadda, medaglia d'oro di Tempio.
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