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Olbia

CONTA E CAMMINA

Musica e parole su Mafia Caporale

Musica e parole su Mafia Caporale

Palmisano e De Trizio alla tappa tempiese del festival della legalità

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TEMPIO. Tentacolare e onnipresente. La mafia assume sempre più la faccia di un mostro che sa come celarsi tra le pieghe del quotidiano. Grande industria del profitto estorto sulla pelle dei più deboli, la mafia è l’agente più tossico e inquinante della vita sociale. È così presente e diffusa, con le sue relazioni “professionali” con ‘ndragheta e camorra, che è quasi irriconoscibile. Eppure bastano pochi passi (forse meno dei cento contati da Peppino Impastato) per vederla all’opera. Su questa mafia e sulla sua “creatività” a delinquere hanno costruito il loro reading letterario-musicale Leonardo Palmisano e Giuseppe De Trizio, ospiti della tappa tempiese di Conta e Cammina, il festival della legalità che onora con le sue attenzioni, che durano ormai da tre anni, il centro gallurese, dove opera l’associazione Peppino Impastato.

De Trizio e Palmisano hanno musicalmente raccontato alcune storie di ordinario sfruttamento contenute in “Mafia Caporale”, il libro edito da Fandango pensato e scritto da Palmisano come un’inchiesta condotta nel fitto sottobosco delle organizzazioni criminali. Sono proprie queste organizzazioni che, facendo leva sulla complicità di cinici colletti bianchi, banchieri e politici con pochi scrupoli, detengono il monopolio del più brutale sfruttamento delle persone. Nelle loro mire finiscono i soggetti più vulnerabili, costretti a vendersi per avere in cambio quanto serve per campare e non, certo, per un’esistenza decorosa: minorenni spesso (ma non solo, comunque) provenienti dall’est Europa, ma anche immigrati che hanno subito indicibili privazioni per poter mettere piede in Italia e venire accolti da qualche pappone locale che li recluta per lavorare nei campi al “modico” stipendio di un euro l’ora, sul quale il caporale di turno applica poi la trattenuta del 10 o 20%. La chitarra di De Trizio, musicista che vanta collaborazioni con artisti come Dalla e Dario Fo, e la lettura appassionata di Palmisano hanno messo il dito nella piaga raccontando storie che nemmeno una fantasia geniale avrebbe saputo inventare. Storie reali, documentate, incredibili, che dimostrano come il nostro Paese, da Bari a Trento e da Roma a Palermo, meriti davvero di occupare le posizioni più basse tra gli Stati occidentali nelle classifiche internazionali che misurano l’efficacia delle istituzioni e la tenuta della legalità.

«D’altronde - ha fatto presente Palmisano in apertura dello spettacolo - non è un mistero il fatto che siamo il vertice europeo della sparizione dei minori non accompagnati e dello sfruttamento delle prostitute provenienti da Nigeria e Paesi ex socialisti». (g.pu.)

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