Niente gita a Barcellona per un ragazzo autistico. La scuola si scusa
La Maddalena, la denuncia della mamma di uno studente dell’Istituto Garibaldi
LA MADDALENA. I suoi compagni di classe sono andati in gita. Lui invece no, a Barcellona non ci è mai andato, è rimasto alla Maddalena perché nessuno dalla scuola ha avvisato la famiglia dell’organizzazione del viaggio. La denuncia arriva dalla mamma di uno studente con disturbo dello spettro autistico, che frequenta l’istituto superiore Garibaldi della Maddalena. Dalla scuola risponde la dirigente, che riconosce una «omissione non voluta» e allo stesso tempo difende l’istituto.
Niente gita. «Non è ammissibile che studenti con disabilità si vedano coinvolti in tristi vicende. Lui si è visto sfumare la possibilità di andare in gita scolastica. E nessun motivo lo avrebbe allontanato dalla possibilità di partire con i suoi amici – commenta la mamma -. Il docente di sostegno avrebbe dovuto avvertire la famiglia e invece non ha fatto alcuna comunicazione. Ne siamo venuti a conoscenza per vie traverse, senza che noi o il ragazzo potessimo decidere». La mamma ha poi chiesto delucidazioni. «In un colloquio telefonico col docente, sono arrivate delle scuse sulla “dimenticanza e sulla convinzione di aver scritto sul diario del ragazzo” e sull’ipotesi che forse il ragazzo non aveva desiderio di far parte del viaggio». La donna ricorda anche che, tempo fa, il ragazzo è stato vittima di un episodio di cyberbullismo da parte di alcuni compagni.
La dirigente. La preside Bianca Maria Morgi non si nasconde: «La scuola ha sempre portato avanti una politica di estrema inclusione. Il ragazzo è seguito da un Oss e da un docente di sostegno. Purtroppo, però, gli errori umani esistono. Il docente di sostegno, infatti, non ha avvisato in maniera scritta la famiglia dell’organizzazione della gita. C’è stata un’omissione, ma posso assicurare che non è stata voluta. Ho parlato col docente e mi ha detto che era convinto di aver scritto sul diario dell’alunno. In classe, comunque, della gita se ne è parlato e il ragazzo ha detto che non avrebbe partecipato. Però ripeto, c’è stata una omissione e ci dispiace molto, ma non è stato fatto apposta». La preside parla anche dell’episodio di cyberbullismo che si è verificato lo scorso anno: «Gli autori sono stati sospesi. Comunque il Garibaldi fa di tutto per garantire l’inclusione. Per esempio, tre volte a settimana accogliamo i ragazzi disabili e già diplomati a cui affidiamo un ruolo».
L’associazione. Sul caso interviene anche Veronica Asara, presidente dell’associazione Sensibilmente onlus. «L’esclusione pare sia stata una svista. Una svista che ha i contorni di una discriminazione diretta ai sensi della legge 67 del 2000 – spiega, citando anche altre leggi -. Come associazione auspichiamo comunque che fatti simili non si ripetano più». (d.b.)
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