La Nuova Sardegna

Olbia

Navi col tonno As do Mar chiesta una scorciatoia

Il comitato portuale vuole evitare lo scalo a Cagliari per i controlli sanitari Preziosi: «La Regione faccia arrivare i veterinari al porto industriale di Olbia»

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OLBIA. Il caso As do Mar con il blocco burocratico che non permette alle navi che devono portarle il tonno di attraccare direttamente a Olbia è stato al centro del comitato portuale riunitosi ieri. C’è l’impegno del commissario dell’autorità portuale, Pietro Preziosi, a far rimuovere l’ostacolo: ovvero a cercare di riportare a Olbia il punto di ispezione transfrontaliero, che ora è attivo solo a Cagliari e in cui i veterinari della Asl, in arrivo da Sassari, devono controllare gli alimenti in arrivo dai paesi extra Ue, come nel caso delle navi del tonno per la As do Mar, provenienti dall’Asia. Preziosi, su mandato del comitato, cercherà di convincere il Governo a far tornare a Olbia quel servizio. Nell’attesa, visto che i tempi saranno comunque lunghi e visto che la prossima nave carica di tonno dovrebbe arrivare ai primi di maggio, il comitato, a cominciare dalla compagnia portuale Corridoni passando per la Cgil, ha chiesto al rappresentante della Regione, Alessandro Cossu, di chiedere all’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru di far arrivare a Olbia, e non a Cagliari, i veterinari.

«Da subito abbiamo colto l'invito della Compagnia portuale a prendere posizione sulla vicenda - ha dettoPreziosi - acquisendo le informazioni necessarie e confrontandoci con l'assessore regionale all'Agricoltura e con il sindaco di Olbia per un intervento istituzionale affinché si aprisse un tavolo tecnico di confronto. Nel corso della seduta del Comitato abbiamo ritenuto opportuno invitare uno dei vertici As do Mar, Ruggero Bogoni, che ci ha illustrato le criticità e i piani di sviluppo dell'azienda, ed allargare così il confronto con i membri effettivi del nostro parlamentino, tra i quali quelli direttamente coinvolti, come i rappresentanti delle due imprese portuali e degli agenti marittimi, i rappresentanti dei lavoratori dei porti».

«Rispetto a 6 anni fa - ha continuato Preziosi - la situazione è decisamente mutata. La domanda dello stabilimento olbiese As do Mar prevede una movimentazione di almeno 16 mila tonnellate di tonno per quest'anno, l'equivalente di almeno 16 navi e altrettanti controlli. È impensabile, inoltre, considerata l'entità del traffico che viene generata ogni anno nei nostri porti, obbligare le navi ad uno scalo tecnico su Cagliari. Pertanto, l'obiettivo è quello di procedere, così come previsto dall'Ue, alla richiesta di riattivazione del Posto di ispezione frontaliero ad Olbia e, nell'immediato, consentire i controlli sanitari direttamente al porto Cocciani».

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