La Nuova Sardegna

Olbia

Pul, ombrelloni e sdraio in seconda fila

di Serena Lullia
Pul, ombrelloni e sdraio in seconda fila

Nel nuovo Piano dei litorali le concessioni dovranno arretrare di 8, 10 e 12 metri dalla linea di battigia. Critiche dal Pd

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OLBIA. Il nuovo vecchio Pul cambia il concetto di prima fila con vista mare. L’impronta della giunta Nizzi sul piano dei litorali versione Giovannelli allontana sdraio e ombrelloni dalla battigia. Non più 5 metri, come stabilito dalla legge nazionale. La distanza per piantare ombrelloni e sdraio in serie cresce, fino a 12 metri. Anche alcuni parcheggi alle spalle dei litorali fanno un passo indietro. Stop alle auto che affondano le ruote sui granelli. Sono solo alcune delle novità illustrate in commissione Urbanistica dal presidente Bastianino Monni. L’impianto generale del Pul resta quello dell’ex assessore all’Urbanistica Carlo Careddu. Il vangelo dei litorali non ha subito lo stravolgimento annunciato in campagna elettorale. Poche ma mirate le novità nate dopo uno studio di tre mesi. Piccole grandi modifiche che non convincono il Pd.

Spiagge libere. Il vecchio Pul stabiliva che i concessionari potessero piantare ombrelloni e sdraio a partire dai 5 metri dalla linea di battigia. La maggioranza Nizzi applica un principio più restrittivo. 8, 10 o 12 metri a seconda della spiaggia. La filosofia che anima l’amministrazione è un ritorno agli anni Sessanta, alle spiagge meno riminizzate e più a dimensione di famiglia. Le concessioni balneari cedono la prima fila agli asciugamani free. «Questi parametri non ci piacciono – commenta il consigliere del Pd, Rino Piccinnu –. Questo arretramento provoca un danno notevole ai concessionari. Chi paga 30 euro per ombrellone e sdraio in prima fila si ritroverà davanti altra gente e non vorrà più spendere quella cifra. Si riduce in questo modo il valore stesso delle concessioni perché avranno una rendita inferiore. Gli spazi occupati dalle concessioni sono solo il 10% della spiaggia utilizzabile. I bagnanti liberi possono usufruire della maggior parte del litorale».

Un passo indietro. Anche alcune aree di sosta faranno un passo indietro. La giunta Nizzi dice stop alle auto arrampicate sulle dune o con le ruote annegate nella sabbia. Le dune alle spalle dei litorali saranno protette con paletti e corde. I cartelli indicheranno il divieto di calpestarle. E anche per i parcheggi scatterà il dietro front. In alcuni casi fino a 250 metri dalla sabbia, come alla Rena Bianca. 200 come a Porto Istana. In questo secondo caso verrà espropriata un’area e sarà attrezzata a zona di sosta. Anche in questo caso la filosofia della maggioranza ha l’anima verde. Le auto più distanti dal litorale garantiranno una maggiore tutela delle spiagge. «Non mi sembra un modo di incentivare il turismo – dice Piccinnu –. Costringiamo le famiglie, magari con bimbi al seguito, a fare tanti metri con sdraio, giocattoli e sacche. Dall’inizio di quest' anno la maglietta del Pd sfigato, quello che non ha a cuore le imprese e che fortunatamente ha migrato verso altre parti, la sta indossando la maggioranza. Con il piano dei dehors prima e ora con il Pul continua ad affondare le imprese».

Più surf e kite. La giunta Nizzi punta anche sugli sport del vento, vela, kite, surf. Per questo motivo ha quintuplicato i corridoi di lancio tra Le Saline e Murta Maria.

Ordine ed eleganza. Per questa estate nulla cambierà sui litorali olbiesi. A eccezione della presenza dei camion bar che non verranno autorizzati. Il Pul, dopo l’ok alla variante, dovrà essere riadottato dal Consiglio comunale e ripubblicato. Dovranno trascorrere 60 giorni per le osservazioni che dovranno essere prima votate dalla commissione Urbanistica e poi dall’aula. Seguiranno la pubblicazione definitiva e la valutazione della Regione. In futuro le concessioni metteranno radici alle spalle dei litorali. Dovranno avere strutture tutte uguali, color sabbia e sollevate dal terreno per consentire alle dune di respirare.

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