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Olbia

Con l’hascisc in carcere il cane antidroga la blocca

Con l’hascisc in carcere il cane antidroga la blocca

Donna ugandese scoperta con una “sigaretta” nascosta nelle parti intime L’ingresso era aperto agli esterni in occasione di un concerto del coro Gospel

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TEMPIO. Porta una “canna” all’interno del carcere, nascondendola nelle parti intime. Ma viene bloccata da un cane antidroga della polizia penitenziaria. E’ accaduto ieri, nella casa circondariale di Nuchis, dove era in programma il concerto del coro Gospel di Tempio. Un evento al quale, oltre ai detenuti, erano invitati anche i parenti e poche altre persone.

Proprio per questa ragione. i controlli sono stati intensificati. E una ragazza ugandese di 30 anni, che aveva qualcosa da nascondere, non è passata inosservata. Anzi. Il fiuto di “Jedro”, si è rivelato ancora una volta infallibile.

I fatti. Il cancello di ingresso della casa circondariale di Nuchis, viene aperto per far assistere all’esibizione i familiari dei reclusi. Ma nel momento in cui entra anche il coro (che si doveva dirigere verso il teatro per prendere posto), ecco che il Rottweiler “Jedro”, comincia ad agitarsi. Si avvicina subito a una giovane ugandese che vive a Olbia. La quale, a quel punto, non può sottrarsi alla richiesta di un agente donna della polizia penitenziaria: deve seguirla e deve essere sottoposta a perquisizione personale. E così, come si legge in un documento della Fns Cisl (il sindacato degli agenti di polizia penitenziaria) ecco spuntare fuori una “sigaretta artigianale”, ovvero una “canna”, pronta all’uso. Dalle successive analisi a cui la donna ugandese è stata sottoposta, è risultato che avesse fatto uso di hascisc.

Tutta l’attività è stata cooordinata da Maria Elena Mariotti, comandante del reparto del corpo di polizia penitenziaria. Numerosi gli agenti che hanno partecipato all’operazione, compreso un altro cane antidroga, il pastore Belga “Badiane”.

Al termine dell’intervento, ha parlato Giovanni Villa, segretario generale aggiunto della Fns Cisl: «Complimenti alla polizia penitenziaria - ha detto -. I nostri conduttori cinofili antidroga e i “colleghi” a 4 zampe stanno ottenendo risultati importanti Nulla sfugge al fiuto di questi cani. La donna che aveva addosso la droga, dovrà spiegare alle autorità competenti se la stessa fosse destinata a un detenuto recluso nel carcere gallurese o ad altri. Comunque, il fatto che l’avesse nascosta nelle parti intime, fa pensare che dovesse proprio consegnarla a un carcerato. L’episodio di ieri testimonia che tutte le attività svolte all’interno degli istituti penitenziari possono essere monitorate in qualsiasi momento ed essere oggetto di controllo delle nostre squadre cinofili antidroga. Mi auguro che l’esito dell’operazione - ha concluso Giovanni Villa - possa servire come deterrente».

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