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Olbia

Presentato il tunnel sottomarino

Presentato il tunnel sottomarino

La Maddalena, la Wdl ha illustrato l’opera da 120 milioni di euro: tre chilometri a 5 metri di profondità

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LA MADDALENA. Tra curiosità, entusiasmo e scetticismo. Il tunnel sottomarino tra Palau e La Maddalena è argomento di dibattito in città. Tra chi lo considera un’opera di fantascienza, irrealizzabile in un’area delicata dal punto di vista ambientale e inserita in un Parco. E chi invece ritiene che si debba spingere perché il tunnel di tre chilometri venga realizzato in tempi rapidi e dia una svolta allo sviluppo della comunità isolana.

La presentazione del progetto della società sassarese Wdl, Waterfront developement Libyssonis, fa il pieno di pubblico in aula consiliare. A promuovere l’incontro il “Movimento spontaneo per il collegamento fisso La Maddalena- Palau”.

Il progetto. «Il progetto è strutturato con una doppia canna, una verso La Maddalena, una verso Palau, ciascuna di 8 metri di diametro – spiega il progettista Giovanni Manconi –. Avremo un percorso lungo tre chilometri. Si calcola che il tempo di percorrenza, a 50 chilometri orari, sia di 4 minuti». L’opera è stata pensata per correre sotto la superficie del mare alla profondità di cinque metri. «Cinque metri è la profondità sufficiente per trovare la giusta compattezza del terreno», aggiunge Manconi. Due i punti di ingresso: alla Sciumara a Palau, a Padule davanti al parco giochi dei bambini. Lungo il traforo il progetto prevede l’installazione delle condotte per servizi primari essenziali: tubazioni idriche e fognarie, linea telefonica, elettrica, banda larga. Per migliori standard di sicurezza i due trafori sono collegati tra loro a intermezzi regolari e le relative aperture sono dotate di dispositivi di chiusura automatica di porte stagne.

I costi. 120 i milioni di euro che la società sassarese intende investire sul tunnel sottomarino. Oltre un anno il tempo per realizzare i lavori. «Ovviamente per investire una così grande cifra significa che dal business plan che abbiamo fatto c’è un ritorno economico – aggiunge l’amministratore delegato Antonio Meloni –. Il project financing prevede la gestione del tunnel per diversi anni. Ipotizziamo un pedaggio di 10 euro per i turisti con possibilità di aumento a seconda della stagione e delle riduzioni per i residenti e i sardi».

Impatto ambientale. Il progettista Manconi sostiene che un’opera di questo tipo non sia in contrasto con le regole urbanistiche e di tutela ambientale. Il suo ottimismo non crolla nemmeno davanti a chi gli ricorda che alla Maddalena ogni intervento deve superare una trafila burocratica incredibile con nulla osta di Comune, Parco, Capitaneria, Ufficio tutela, Regione. «Il tunnel sottomarino non è in contrasto con nessuna normativa urbanistica – afferma Meloni –. Non stiamo facendo volumi sopra terra ma interrati. Quindi il livello di impatto ambientale è pari a zero, eccezion fatta per i punti di partenza e arrivo del traforo».

L'iter. «Il progetto per iniziare l’iter di valutazione deve prima essere approvato dal Consiglio comunale – aggiunge Manconi –, che ne vede deliberare la pubblica utilità. Se l’aula non lo ritiene strategicamente interessante noi lo ritiriamo».

La polemica. Non è passato inosservato al popolo del web il grande dibattito e l’interesse suscitato dal tunnel tra la popolazione. E diversi cittadini hanno ricordato che forse nella lista delle priorità per l’isola dovrebbe esserci più la battaglia per l’ospedale che il tunnel sottomarino. Nessuno parla più del Paolo Merlo. Eppure la situazione è rimasta identica a un mese fa, quando in piena fase di rimpasto, da ogni dove spuntavano iniziative in difesa del nosocomio. A oggi nulla è cambiato. Le mamme continuano a partorire a Olbia. La camera iperbarica punta sempre più verso il Giovanni Paolo II e chi ha un’emergenza di portata superiore a quella gestibile in Pronto soccorso deve solo sperare in un miracolo. (a.n.)

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