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Olbia

I 25 anni di Mani Pulite, ne parla Davigo

I 25 anni di Mani Pulite, ne parla Davigo

Il magistrato sarà in città il 2 maggio. Invitato dal circolo Mazzolari, salirà in cattedra al Seminario

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TEMPIO. Il 2 maggio sarà a Tempio Piercamillo Davigo, uno dei protagonisti di primo piano di quella stagione giuridico-politica che ha segnato la recente storia del Paese e che va sotto il nome di Mani pulite.

Questo è stato anche il nome affibbiato al team di magistrati che nei primi anni ‘90 scoperchiò il terribile calderone della corruzione in Italia, portando a galla il complesso e perverso intreccio tra politica, mondo imprenditoriale e malavita. Quando il vaso di Pandora del sistema politico italiano riversò all’esterno la sua incredibile dose di veleni, le immagini di Davigo, Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo, Francesco Saverio Borrelli e Ilda Boccassini iniziarono a circolare con grande frequenza nei media. Oggi, a venticinque anni esatti da Mani pulite, su invito del Circolo “Primo Mazzolari”, Piercamillo Davigo farà a Tempio il punto su un anniversario che si presta a poche celebrazioni e, tanto meno, a festeggiamenti. In un quarto di secolo di vita nazionale le mani non sembrano essersi, infatti, “ripulite” del tutto e la corruzione continua a mantenere preoccupanti livelli di guardia.

L’incontro con Davigo avrà luogo il primo martedì di maggio, alle 11, nell’auditorium del Seminario diocesano. Il sessantaseienne magistrato lombardo, che sino a pochi giorni fa ha ricoperto l’incarico di presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, avrà il duplice compito di spiegare che cosa ha significato tangentopoli nella storia degli ultimi anni e quale “eredità”, quali conti in sospeso, restano ancora da regolare.

Avrà come interlocutori gli specialisti del foro, che difficilmente perderanno l’occasione di incontrarlo, e il mondo della scuola. È soprattutto agli studenti e ai loro insegnanti che gli organizzatori intendono rivolgersi. Se ancora oggi ci s’interroga sulle origini e le dinamiche di Tangentopoli è perché il fenomeno della corruzione gode ancora di buona salute. Ai più giovani tocca capire che un sistema inquinato dalla corruzione potrà essere d’ostacolo ai loro progetti di vita. La corruzione, che “avvantaggia” pochi, provoca grossi danni sulla collettività. Fa lievitare i costi della gestione sociale, infonde insicurezza nel futuro e può indurre a pericolose forme di rassegnazione. Tema di una serie televisiva con Stefano Accorsi, Tangentopoli, oltre ad essere la trama di una pellicola di grande successo, è una pagina di storia ancora viva. Attraverso la presenza in città di Davigo, quella storia potrà essere raccontata da uno dei suoi più attendibili testimoni. (g.pu.)

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