Shardana, arrivederci a ottobre
Già in moto la macchina organizzatrice per le prossime sfide dei mudder
OLBIA. Alla prova del primo grande evento della stagione Olbia ha superato l'esame a pieni voti. Se le bacheche social dei mudder di mezza Europa sono invase da scatti e immagini che raccontano del primo storico Shardana Challenge con la spiaggia di Pittulongu sullo sfondo, vuol dire che qualcosa, dell'evento andato in scena lo scorso weekend, è rimasto. Se gli atleti della Nazionale tricolore Ocr hanno trasformato in diario di viaggio la loro esperienza condividendola con tutti gli appassionati d'Italia, se lo staffettista Alessandro Coletta saluta chi lo ringrazia dicendo "Avete organizzato una manifestazione stupenda", vuol dire che il bersaglio è stato centrato. Se la già campionessa mondiale Ocr Zuzana Kocumovà - vincitrice assieme al team ceco della staffetta gallurese - allunga la sua permanenza in Sardegna oltre la gara e con i suoi compagni si dedica alla scoperta dell'isola in bicicletta, significa che la destagionalizzazione oggi ha valore e riscontro reale. Se 500 persone, accompagnate da amici e parenti che hanno vissuto la spiaggia e assaporato l'accoglienza del villaggio griffato Mirtò, hanno scelto di prendere parte alla gara open organizzata e gestita in maniera impeccabile dallo staff della Mudder Inside del presidente Domenico Elia, vuole dire che il messaggio è arrivato e che i presupposti per prossime già manifestazioni (il 14 e 15 ottobre) ci sono tutti. E ancora, se i genitori di 150 bambini hanno accompagnato i loro baby mudder in una intensa giornata di sport, divertimento e avventura, significa che lo Shardan Challenge ha un futuro.
Il tutto garantito da servizi e personale addetto alla sicurezza, con Kiness di Marco Angius a vegliare su articolazioni e muscoli degli atleti in corsa. A Olbia è nata inoltre la nuova Federazione Europea degli Sport a Ostacoli: notizia rilanciata ancora oggi da siti e profili delle varie federazioni europee che ha già fatto il giro del vecchio continente, e non solo, e che ha portato la città gallurese e la Sardegna oltre i confini dell'Isola e dell'Italia. Se gli atleti francesi si sono messi in caccia di foto dello Shardana come "magnifique souvenir" della loro esperienza, vuol dire che probabilmente torneranno.
A ottobre si ricomincia, c'è una nuova sfida da affrontare e vincere. Arrivederci.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
