I giostrai di San Simplicio vanno alla guerra del Tar
La cagliaritana Duville, esclusa dalla graduatoria, contesta la scelta del Comune Matherland: «Siamo disposti a rateizzare le tasse, il sindaco mostri buon senso»
OLBIA. Un ricorso al Tar in nome di San Simplicio. La società del divertimento itinerante Duville, esclusa dalla festa del patrono porta la graduatoria comunale dei giostrai davanti al giudice. Tenta invece la strada del dialogo e confida in una scelta di buon senso l’altro gigante del luna park escluso, Matherland. Nel caso in cui la conciliazione fallisse, la società è pronto a seguire le vie legali.
Tasse non pagate. Per il Comune Matherland e Duville non hanno pagato le imposte del suolo pubblico. Motivo che li metterebbe alla porta in base a un articolo di legge inserito nel bando. Le società sostengono che il debito sia inferiore a quello contestato e fosse in corso un dialogo con l’Aspo per il rateizzo.
Il bando. Per conquistare uno spazio su cui apparecchiare i giochi l’amministrazione ha fatto un bando. Due le aree a disposizione al Fausto Noce. L’area A campo Meloni. L’area B campo Meloncino. Tra i requisiti richiesti per partecipare bisogna essere in regola con il pagamento delle tasse comunali, suolo pubblico e rifiuti. Due le domande arrivate per il Meloncino. Quella di Patrizia Moino e quella della Duville. La prima ammessa con un punteggio di 73,79. La seconda, pur con un punteggio di 81,08 è stata esclusa. Una sola la domanda per il Meloni, quella della storica Matherland. 75,75 il punteggio ottenuto ma la richiesta è stata cestinata. Anche in questo caso la motivazione è l’irregolarità nel pagamento delle imposte.
Il ricorso. Carmen e Alex Duville presenteranno ricorso al Tar contro la graduatoria del Comune. «Il debito è inferiore a 10mila euro e non abbiamo ricevuto cartelle esattoriale – spiegano i proprietari del luna park cagliaritano – . In più stavamo ragionando con l’Aspo per risolvere la pendenza».
Il colpo di scena. Nel caso in cui la Duville fosse riammessa in graduatoria dal Tar, grazie al punteggio superiore ottenuto schiaccerebbe la ditta di Patrizia Moino, oggi unica ammessa ma con un punteggio inferiore.
Mano tesa. Tende la mano al Comune Luciano Marengo, famiglia di giostrai da sei generazioni. «La morosità non è dovuta alla mancata volontà di Matherland di pagare – spiega –. Negli ultimi anni abbiamo contestato le tariffe Tosap che ci venivano richieste: troppo alte e calcolate non sulla superficie realmente occupata dai giochi, ma su tutta l’area. Abbiamo quindi avviato un dialogo con l’Aspo. Pur essendo sicuri della nostra ragione abbiamo deciso di pagare e richiesto il rateizzo delle quote dovute all’Aspo, con richiesta già depositata. Amiamo Olbia e abbiamo sempre collaborato con tutte le amministrazioni. Confidiamo nel buon senso del sindaco». In caso contrario Matherland farà ricorso al Tar, ma per la prima volta dopo 50 anni non parteciperà alla festa del patrono.
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