Hospice operativo, è stato già accolto il primo paziente
Inaugurata ieri la nuova struttura per i malati terminali Prevista una serie di spazi anche per ospitare i familiari
TEMPIO. Da ieri, dunque, anche la Gallura è dotata di un Hospice, ( un luogo di accoglienza e ricovero per ammalati terminali non solo oncologici.). Dopo anni di attesa, rinvii, aperti tentativi di scippo «a favore di altri centri tramite fantomatici atti aziendali dalla Cgil Meedici di Tempio impediti - sottolina lo stesso sindacato», la struttura, i cui lavori erano iniziati intorno al 2008, è stata resa operativa dall’Ats Sardegna dopo la determina dell’assessorato regionale alla Sanità che ne autorizzava l’apertura- Il lieto fine è stato reso possibile anche grazie ad un ultimo finanziamento integrativo di un milione seicento mila lire euro, ottenuto dall'allora Assessore regionale Andrea Biancareddu. Il quale, ieri mattina, accompagnato dall'assessore Francesco Quargnenti, ha visitato, per così dire ufficialmente, l’intera struttura. Ad accogliere i due amministratori, c’erano medici, infermieri e operatori socio-sanitari.
La struttura ha iniziato subito la sua attività, accogliendo un ospite proprio durante la visita del sindaco. Gradualmente altri malati verranno accolti, fino al raggiungimento della capienza massima di otto posti letto. L’Hospice, come si sa, è una struttura residenziale in cui il malato inguaribile e la sua famiglia possono trovare sollievo accedendo alle cure palliative per un periodo circoscritto per poi fare ritorno a casa, vivendo con un appropriato sostegno medico, psicologico e spirituale le ultime fasi della vita.
L’Hospice tempiese, comprende spazi di ospitalità anche per i parenti e le persone particolarmente legate al malato, che lo assistono e gli offrono un adeguato ed indispensabile sostegno psicologico. Un luogo in cui si effettua un approccio sanitario che supera l’aspetto puramente medico e che punta invece alla “cura” della persona nel suo insieme.
Il sindaco ha apprezzato la luminosità, l'ampiezza e l'organizzazione degli spazi e l'obiettivo, illustrato dai medici, intenzionati a portare avanti ulteriori interventi ed iniziative, è quello di far dimenticare il ricovero in un ambiente chiuso e deprimente.
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