L’edicola sotto sfratto, è mobilitazione sul web
Grande solidarietà su fb alla famiglia Ambrosino che dovrà smantellare il chiosco C’è chi vuole promuovere una raccolta di firme. Lo sfogo del figlio di Ginetto
OLBIA. «Grazie a tutti, abbiamo bisogno di voi...». Giovanni Ambrosino, forse, neppure se l’aspettava così tanta solidarietà da parte della città, che attraverso il web, e non solo, ha manifestato la propria amarezza per lo “sfratto” dell’edicola storica dei suoi genitori, decisa dal Comune. Attraverso il suo profilo Facebook, il vigile del fuoco, figlio del decano degli edicolanti Ginetto Ambrosino (scomparso sei mesi fa) e di Margherita Spano, dopo un duro attacco al sindaco, ringrazia la città per l’affetto dimostrato. Il popolo web fin dal mattino si è mobilitato con commenti, condivisioni, e note di disappunto, lanciando perfino iniziative per far desistere il primo cittadino dall’idea di far smantellare l’edicola e di spostarla in un altro punto. «Dobbiamo fare qualcosa – scrive Alessandra Fresi – Una protesta, una raccolta firme, una fiaccolata...». L’edicola di viale Principe Umberto è un’istituzione in città, per 36 anni Ginetto e sua moglie hanno venduto giornali e riviste. Per anni, è stata all’ingresso del molo Brin, poi, quindici anni fa, quando cominciarono i lavori per il tunnel, Nizzi concesse alla famiglia Ambrosino di spostarsi provvisoriamente nel piazzale del Comune, in un pezzo di giardino del palazzo comunale. L’amministrazione comunale adesso ha deciso che è arrivato il momento di mettere fine a quella soluzione provvisoria perché l’edicola si trova davanti a un palazzo storico: dev’essere, quindi, smantellata e presentato un progetto per una nuova edicola. Comune e Autorità portuale, come spiegato ieri dal sindaco Nizzi, sono d’accordo per trovare un’altra sistemazione, sempre nella stessa zona. L’ultimatum è scaduto l’8 aprile. Da un giorno all’altro, visto anche l’imminente Giro d’Italia, l’edicola potrebbe essere smantellata dallo stesso Comune se non saranno loro a farlo al più presto. Gli Ambrosino chiedono tempo. Ma il sindaco non intende più aspettare.
La notizia ha scatenato le reazioni dei clienti. Per tutta la giornata, davanti all’edicola è stato un susseguirsi di commenti e solidarietà. Altrettanto è avvenuto sul web. «Visto che il comune giudica questa edicola indecorosa, perché non la rende più bella con un’opera di ristrutturazione al limite con un prestito agevolato alla famiglia Ambrosino per renderla consona all’ambiente?», scrive Bruno Parodi, uno dei tanti commenti. «Assurdo pensare che quell’edicola disturbi il decoro urbano – aggiunge Tino Scugugia –. Io, invece, penso che ne faccia parte. Se, passando di lì, non la vedessi più, sono certo che ne avvertirei negativamente la mancanza, non potrei più fermarmi a curiosare fra le riviste e i libri visibili all’esterno. E non credo di essere il solo a pensarla così».
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