La Nuova Sardegna

Olbia

Giovani e legalità, i rischi del web

di Andrea Nieddu

La Maddalena, esperti a confronto sull’utilizzo dei social tra gli adolescenti

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LA MADDALENA. L’educazione dei giovani al tempo dei social. Si è svolto nel salone consiliare il convegno organizzato dalla cooperativa La Mimosa, in collaborazione col Comune e il comando dei carabinieri di Olbia. Presenti genitori, educatori, insegnanti, società sportive, tutti coloro, insomma, che hanno responsabilità di formare i giovani: a loro, era rivolto il convegno “Educare alla legalità in adolescenza. Comunicazione e relazioni sociali ai tempi dei social network.”

Ad aprire i lavori è stato il sindaco Luca Montella. Poi, gli interventi dei relatori.

A cominciare da quello del tenente colonello Alberto Cicognani, comandante del reparto territoriale dei carabinieri di Olbia, che ha evidenziato i pericoli della rete e la necessità che i genitori controllino i propri figli quando utilizzano il web. «Le famiglie devono imparare a conoscere il web per tutelare i propri figli dai rischi di cui gli adolescenti sono inconsapevoli», ha detto Cicognani.

Il sostituto procuratore del tribunale per i minorenni di Sassari, Luisella Fenu ha parlato di bullismo e in particolar modo di cyber bullismo, fenomeno in crescita tra gli adolescenti che utilizzano messaggi e internet per “colpire” coetanei più fragili. Il pubblico ministero si è addentrato sul tema delle condotte illecite in adolescenza e delle conseguenze penali. Don Ettore Cannavera, fondatore della comunità “La Collina” che accoglie i ragazzi in misura alternativa al carcere, nel suo intervento ha messo in evidenza che «il tribunale interviene quando i ragazzi si perdono e, pertanto, bisogna sostenerli prima. Occorre prevenire prima di reprimere – ha detto – e aiutare i genitori e gli insegnanti a seguire bene i ragazzi nella loro formazione».

La docente dell’istituto d’istruzione superiore “Giuseppe Garibaldi”, Marina Spinetti, ha parlato di scuola e società e delle politiche educative. Da lei, un plauso all’iniziativa che ha consentito di mettere attorno a un tavolo esperti per sviscerare un tema così complesso come l’educazione alla legalità degli adolescenti. «I nostri giovani vanno guidati – ha concluso – Questo dev’essere un inizio, non un’azione isolata. Occorre organizzare altri incontri e fare rete».

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