Sugherificio, uno spiraglio dall’incontro alla Regione
Aggiornato a lunedì il confronto delle istituzioni locali con la Commissione Il vescovo riceve gli operai e lancia un appello per salvare lavoratori e azienda
TEMPIO. Non ci sono certezze, è stato un avvio di confronto alla ricerca di una soluzione. Insomma, ha aperto un primo spiraglio l’incontro del territorio e dei sindacati con la Commissione alle attività produttive del Consiglio regionale ieri a Cagliari. La Commissione alle attività produttive del Consiglio Regionale ha incontrato forze politiche e sindacati del territorio. «Un incontro interlocutorio, ma altamente positivo per l’attenzione che tutte le parti politiche hanno riservato alla vicenda», ha dichiarato ieri pomeriggio il sindaco Andrea Biancareddu, rimasto a Cagliari per proseguire nella giornata odierna con altri incontri istituzionali. Lunedì prossimo, informa il sindaco, dopo ulteriori approfondimenti e relativa documentazione ci sarà un nuovo incontro.
Monsignor Sanguinetti. «All’azienda, ai responsabili amministrativi e politici del territorio, regionali e nazionali, lancio un appello perché la vertenza all’interno del sugherificio Ganau spa, trovi attorno ad un tavolo di confronto, e di progettazione, l’individuazione di quelle che possono essere le linee di sbocco, e perché da parte di tutti ci sia il massimo dell’impegno». L’appello accorato del vescovo di Tempio Sebastiano Sanguinetti, è arrivato nel tardo pomeriggio di martedì, quando per alcune ore ha voluto attorno a sé in Episcopio una folta delegazione dei 79 operai, in lotta per difendere il posto di lavoro. Un incontro fortemente desiderato dal vescovo, protrattosi per alcune ore durante le quali, Lello Aisoni, portavoce delle maestranze, ed altri operai ancora, hanno illustrato al vescovo la gravità della situazione. Non un monologo però, ma un dialogo serrato, con scambio di notizie, pareri e analisi per possibili soluzioni, dal quale è sortito il forte appello del presule.
Il dramma. «Sono molto scosso – dichiara al termine Sanguinetti –, non perché non conoscessi la situazione, quanto piuttosto per avere sentito dalla viva voce degli operai il racconto del pesantissimo dramma che stanno vivendo. Il numero di 79 licenziati può sembrare piccolo rispetto ad altre vertenze e ad altre situazioni. Per la nostra realtà di Tempio però, già fortemente provata, dice ancora il vescovo, è davvero un dramma di dimensioni enormi. Non dobbiamo infatti dimenticare che dietro i numeri, come gli stessi operai hanno più volte rimarcato durante l’incontro, ci sono persone e ci sono famiglie. Senza un futuro. Senza sapere come tirare avanti e come risolvere i problemi quotidiani. Queste persone e queste famiglie hanno bisogno di risposte convincenti. Non chiedono la luna, chiedono semplicemente di non essere ulteriormente umiliati, nella loro dignità umana, nella serenità personale e delle loro famiglie. È un problema, conclude il vescovo, che deve essere affrontato da tutti e per il quale va trovata la soluzione possibile».
L’azienda. Il presule però, trova anche parole di conforto per la proprietà. «È necessario – dice – che anche l’azienda non venga lasciata sola e che venga supportata con l’aiuto e con il contributo delle istituzioni pubbliche».
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