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Migranti, polemica a Santa Teresa

Migranti, polemica a Santa Teresa

Il presidente dell’associazione Cittadini di Porto Pozzo chiede più sicurezza

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SANTA TERESA. L’aggressione alla conducente di un pullman di linea dell’ Arst da parte di un ospite del centro temporaneo di accoglienza nella frazione teresina ha innescato una serie di reazioni in paese. Il giovane migrante sprovvisto del biglietto era stato invitato a scendere dal bus. «Non entriamo nel merito della vicenda visto che ci sono ancora indagini in corso da parte dei carabinieri – dice il presidente della locale associazione Cittadini di Porto Pozzo, Ottavio Demuro -, ma rinnoviamo comunque le nostre preoccupazioni già espresse sei mesi fa sul fronte dei trasporti con i mezzi pubblici. Nella struttura sono ospitati circa 200 migranti, un numero alto, è quindi normale che a volte i bus di linea siano sovraffollati. Avevamo chiesto agli amministratori di trovare un accordo con la cooperativa che gestisce il servizio di accoglienza e la stessa Arst, sia sulla possibilità di acquistare i biglietti direttamente nel centro, sia sul piano della sicurezza, ma ad oggi la richiesta è rimasta inascoltata». La vicenda fa riemergere altre preoccupazioni manifestate a più riprese. «Basterebbe solo un po' più di buon senso civico da parte di tutti – sottolinea -, perché Porto Pozzo da sempre è un paese ospitale, come dimostrato nei confronti dei migranti in questi due anni e mezzo. Vorremmo sapere però quando scadrà la convenzione, visto che è un centro temporaneo e ricordiamo che era stato allestito in fretta e furia dopo la chiusura del capannone di Cargeghe in cui erano ospitati. Il numero oscilla quasi sempre intorno a 200 rifugiati, decisamente troppo alto rispetto a quello dei residenti stanziali, in inverno siamo circa 150. Le forze dell’ordine presidiano in continuazione il borgo, ma servono altri tipi di controlli interni da parte degli stessi gestori della struttura, ad esempio l'istituzione di un servizio di guardie giurate». (w.b.)

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