Oss e infermieri insufficienti, è ancora caos
Dopo le polemiche sui carichi di lavoro eccessivi in Medicina, Fsi-Usae e Cisl sollecitano un incontro
OLBIA. «Lavorano sempre di corsa, devono far fronte a più sollecitazioni nello stesso momento interrompendo costantemente la loro presenza nella stanza di degenza. E i tempi dedicati ai pazienti si riducono. Una situazione che causa un “abbandono del malato” generando frustrazioni e insoddisfazioni per gli operatori».
La carenza di Oss nel reparto di Medicina del Giovanni Paolo II, continua a far discutere. A parlare è la Fsi-Usae, attraverso la coordinatrice nazionale dell’Unione Sindacati Autonomi Europei Mariangela Campus e il segretario territoriale della Federazione sindacati indipendenti Vito Langiu. «Nel reparto, 26 stanze da 2 posti ciascuna, ci sono soprattutto pazienti affetti da tante patologie e molti sono anziani. La maggior parte non è autosufficiente e ha bisogno di un’assistenza completa. Tra l’altro, spesso, si tratta di pazienti che non possono tornare a casa e c’è una complessità assistenziale che richiede un forte carico di lavoro per tutte le figure professionali e in particolare per gli Oss. Ma negli ultimi tre anni si è ridotto notevolmente il numero di operatori socio sanitari in servizio. E gli assenti (per malattie, trasferimenti o spostamenti) non sono mai stati sostituiti. Nel 2015 erano in 19, ora sono 14 che operano su 3 turni. Di più: di notte l’Oss deve rendersi disponibile per tutto il presidio in caso di urgenze in altre unità operative, lasciando scoperto il proprio reparto».
Fs-Usae evidenziano come «i turni proposti già da un anno abbiano causato l’accumulo di ore e ferie arretrate. Gli operatori portano avanti il loro lavoro con dedizione e passione, ma devono anche occuparsi di distribuire, somministrare e ritirare le colazioni, senza dimenticare il tempo che trascorrono fuori dal reparto per accompagnare i pazienti a fare vari esami: capita dunque che si assentino anche per mezzora per ciascun esame (se ne eseguono 8-10 programmati al giorno, escluse le urgenze). Trasporti, questi, resi più difficili dalla quasi totale assenza di presidi adeguati, come teli ad alto scorrimento, barelle regolabili, letti e carrozzine mal funzionanti. Per questi motivi, chiediamo che l’organizzazione dell’attività venga cambiata per consentire agli Oss di stare sempre vicino al paziente e sollecitiamo un incontro con la direzione aziendale».
Un vertice urgente, per affrontare i problemi degli Oss ma anche degli infermieri e di tutti gli operatori del comparto, è stato chiesto anche dalla Cisl Gallura. La segretaria generale Alma Viola, sottolinea che «infermieri e Oss della Assl di Olbia affrontano disagi non più tollerabili, non hanno il giusto riconoscimento per il lavoro svolto e sono penalizzati su tutto: carichi di lavoro, stipendi, orari di lavoro, indennità, blocco della mobilità. Ecco perché serve un tavolo di confronto immediato». (s.p.)
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