La Nuova Sardegna

Olbia

L’arte per raccontare il disagio mentale

Prima tappa mercoledì in città per l’evento itinerante di formazione e sensibilizzazione “Macchiori”

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OLBIA. Raccontare il disagio mentale attraverso i linguaggi universali dell’arte, della letteratura, della poesia, della danza, della musica, della pittura. Perché la cura delle persone con disturbo psichiatrico non deve avvenire solo dentro le mura dei centri di salute mentale, degli ospedali e delle comunità terapeutiche, ma è fondamentale il coinvolgimento e la presenza della famiglia e della comunità per creare spazi e situazioni per uscire dall’isolamento. È questo il messaggio di “Macchiori”, evento che si propone di sensibilizzare la comunità e l’opinione pubblica sui problemi legati al disturbo mentale, contrastando lo stigma e il pregiudizio nei confronti della malattia. “Macchiori”, manifestazione itinerante di carattere regionale, farà tappa in città per la prima volta, aprendo il tour: si terrà il 24 maggio dalle 11 alle 18 al museo archeologico ed è stato curato dai medici psichiatrici del Centro di salute mentale di Olbia e coordinatori del centro diurno del Csm, Emanuela Angioni e Laura Fumagalli, coadiuvati dal personale del Csm e del centro diurno. «Questa manifestazione si propone come momento di incontro volto a facilitare le relazioni interpersonali, ridurre il senso di solitudine e di isolamento tipico delle persone con disturbi psichiatrici, perché la cura delle persone con un disturbo psichiatrico non può limitarsi al lavoro degli specialisti all’interno dei Csm, degli ospedali e delle comunità terapeutiche, ma è fondamentale il coinvolgimento e la presenza della famiglia e della cittadinanza». L’evento in città è stato realizzato in collaborazione con l’associazione “Insieme oltre il mur. Prenderà il via alle 11 con la proiezione del cortometraggio “Sull’orlo della normalità”, del regista Fabrizio Derosas, e la presentazione del libro “Sono tutti senza scarpe!”, prodotto dalla Onlus “Insieme oltre il muro”, opera che racconta l’esperienza degli utenti del Centro diurno del Csm e realizzato a conclusione del laboratorio “Lettura emozionale delle opere d’arte” svoltosi lo scorso anno. Un viaggio emozionale che ha trasformato in poesia i sentimenti provati dalla visione di opere d’arte durante il percorso terapeutico. Nel pomeriggio, l’esperienza del laboratorio di lettura emozionale di opere d’arte verrà proposta al pubblico in sala, allo scopo di promuovere una condivisione di esperienze. La serata proseguirà con i balli sardi dell’ Associazione culturale “Due Zero” di San Pantaleo, che vedrà partecipi ballerini, operatori e utenti. La festa sarà chiusa dal Coro Gospel di Olbia “Movin’ On Up”. (t.s.)

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