La Nuova Sardegna

Olbia

Nell’ex hotel Savoia i primi 37 migranti 

di Serena Lullia
Nell’ex hotel Savoia i primi 37 migranti 

Il trasferimento in città è stato ordinato dalla prefettura. L’albergo dietro l’aeroporto è andato in fallimento alcuni anni fa

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OLBIA. Dalla fine del mondo a Cagliari e poi in città. 37 migranti, tutti eritrei, arrivati sabato scorso nel capoluogo a bordo della nave della marina inglese Echo, sono stati trasferiti nell’ex hotel Savoia, la struttura alberghiera che si trova dietro l’aeroporto Costa Smeralda, in via dei Maniscalchi. È il primo centro di accoglienza che viene allestito a Olbia. Che si aggiunge agli altri due presenti già in Gallura: uno a Santa Teresa, nella piccola frazione di Porto Pozzo e uno ad Aglientu. L’ex hotel Savoia, 30 stanze e una ampia sala di ristorazione, da alcuni anni non è più un albergo aperto al pubblico. L’ex tre stelle, finito dentro una procedura fallimentare, viene usato per finalità sociali in collaborazione con le associazioni di volontariato.
I 37 migranti sono arrivati in città su ordine della prefettura nella notte di sabato. Ancora non è stato deciso quanto tempo resteranno ospiti dell’ex hotel Savoia. 15 sono minori, il più piccolo ha solo un anno. Fanno parte del gruppo anche alcune donne e dei nuclei familiari. Sono tutti molto giovani, il più grande ha meno di 40 anni. Parlano quasi tutti l’arabo, qualcuno mastica un po’ di inglese. Ed è grazie a queste conoscenze linguistiche di base che i migranti riescono a comunicare con i volontari della cooperativa sassarese che si occupa di loro. Sono molto sereni anche se un po’ spaesati, ma la struttura che li accoglie è molto grande e bella. Ognuno di loro ha una storia triste nel cuore. Persone care morte o lasciate nel paese di origine, il viaggio della speranza, il naufragio al largo delle coste libiche e poi il salvataggio.
La nave Echo era arrivata al porto di Cagliari sabato scorso con a bordo 282 migranti. Si tratta del quarto maxi arrivo in Sardegna programmato dall’inizio del 2017. Dopo lo sbarco i migranti erano stati trasferiti nei padiglioni della fiera per i controlli di rito. Prima l’identificazione e poi le verifiche mediche. Subito dopo è stato deciso il trasferimento nei diversi centri di accoglienza dell’isola.
L’arrivo dei migranti a Olbia è stato riservato, senza clamore, in punta di piedi. La città ha saputo della loro presenza solo il giorno dopo il loro arrivo. È sempre difficile il loro ingresso nei comuni in cui la prefettura individua le strutture per ospitarli. Olbia in verità da sempre si vanta di essere la città dell’accoglienza e dell’integrazione. Ma il partito dei contrari, che spesso cavalca l’onda del razzismo, è presente anche a Olbia. Lo confermano le tante reazioni di rabbia e indignazione alla notizia dell’arrivo dei 37 migranti data sul web.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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