Ora ci sono 350 soci ma le adesioni devono crescere
Lo scenario per la prosecuzione dell’attività olivicola e olearia appare meno debole di quanto appariva alla vigilia del convegnmo per la presentazione del progetto di filiera. Oltre all’orientamento...
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Lo scenario per la prosecuzione dell’attività olivicola e olearia appare meno debole di quanto appariva alla vigilia del convegnmo per la presentazione del progetto di filiera. Oltre all’orientamento favorevole della Regione, per facilitare il cammino l’auspicio è che la base associativa della cooperativa si irrobustica ulteriormente nel territorio gallurese, dove già è solida ma insufficiente nei numeri. I 350 soci, in larga parte del Monte Acuto, tanti dell’Anglona, una settantina di Olbia, non riescono a conferire oltre 2500 quintali all’anno di olive, mentre la cacacità produttiva dell’impianto (ammodernato con interventi pubblici negli ultimi anni) ha la capacità di trattarne agevolmente più del doppio. L’attuale fatturato non va molto oltre la metà di quello auspicato per il 2017. Nei sette anni di presidenza guidati da Angelo Crasta, i soci sono passati da 189 agli attuali: inizialmente erano quasi tutti di Berchidda, comunità culturalmente propensa all’associazionismo soprattutto nelle forme cooperativistiche. Poi la base dei conferitori si è allargata. Ora la speranza è acquisire numerose altre adesioni.
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