Trasporti, la continuità secondo il M5S
Di Giugno (Enac): «Una opportunità per tutti i viaggiatori». Bianchi: «Manca la programmazione»
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OLBIA. Molta attenzione al convegno “Continuità o discontinuità territoriale?” organizzato nei giorni scorsi dal Movimento 5 Stelle. La tavola rotonda, aperta dai consiglieri comunali Maria Teresa Piccinnu e Roberto Ferinaio e degli attivisti del tavolo trasporti ha impegnati gli attivisti del movimento che lavorano al “tavolo trasporti”.
Ha partecipato al convegno Marco Di Giugno, direttore Enac Sardegna che, dopo aver sottolineato che «la continuità territoriale deve essere intesa come opportunità per tutti i viaggiatori, sardi o no», ha auspicato «l’istituzione nell’isola di una società di gestione aeroportuale unica in grado di proporsi con un peso specifico consistente sul mercato nazionale e internazionale». Di Giugno ha citato in proposito gli esempi virtuosi della Toscana e della Puglia, evidenziando che «una gestione integrata consentirebbe di recuperare anche la fruibilità degli aeroporti di Tortolì e Oristano, ora chiusi, mettendoli magari al servizio dei tre più importanti». Tra i relatori anche Carlo Marcetti, docente di economia del turismo e dei trasporti, che ha messo in luce «il paradosso per cui per un turista straniero è molto più conveniente volare in Sardegna rispetto a uno italiano». Marcetti ha parlato anche di continuità territoriale 1 e (per ora solo ipotetica) continuità territoriale 2, che riaprirebbe i voli tra l’isola e gli aeroporti di Torino, Bologna, Verona, Firenze, Napoli e Palermo, la cui mancanza ha saturato il traffico su Roma e Milano. Tra gli interventi, quello dell’avvocato Giovanni Pruneddu, docente di diritto della navigazione all’Università di Sassari ha posto la sua attenzione sullo scollegamento tra gli aeroporti sardi (ad eccezione di quello di Cagliari) e il territorio con l’assenza di un adeguato servizio pubblico. A chiudere gli interventi il parlamentare del Movimento 5 Stelle Nicola Bianchi, componente della Commissione Trasporti che ha rimarcato come la politica ragioni soltanto a breve con promesse tese ad ottenere voti senza programmare mai a medio e lungo termine.
Ha partecipato al convegno Marco Di Giugno, direttore Enac Sardegna che, dopo aver sottolineato che «la continuità territoriale deve essere intesa come opportunità per tutti i viaggiatori, sardi o no», ha auspicato «l’istituzione nell’isola di una società di gestione aeroportuale unica in grado di proporsi con un peso specifico consistente sul mercato nazionale e internazionale». Di Giugno ha citato in proposito gli esempi virtuosi della Toscana e della Puglia, evidenziando che «una gestione integrata consentirebbe di recuperare anche la fruibilità degli aeroporti di Tortolì e Oristano, ora chiusi, mettendoli magari al servizio dei tre più importanti». Tra i relatori anche Carlo Marcetti, docente di economia del turismo e dei trasporti, che ha messo in luce «il paradosso per cui per un turista straniero è molto più conveniente volare in Sardegna rispetto a uno italiano». Marcetti ha parlato anche di continuità territoriale 1 e (per ora solo ipotetica) continuità territoriale 2, che riaprirebbe i voli tra l’isola e gli aeroporti di Torino, Bologna, Verona, Firenze, Napoli e Palermo, la cui mancanza ha saturato il traffico su Roma e Milano. Tra gli interventi, quello dell’avvocato Giovanni Pruneddu, docente di diritto della navigazione all’Università di Sassari ha posto la sua attenzione sullo scollegamento tra gli aeroporti sardi (ad eccezione di quello di Cagliari) e il territorio con l’assenza di un adeguato servizio pubblico. A chiudere gli interventi il parlamentare del Movimento 5 Stelle Nicola Bianchi, componente della Commissione Trasporti che ha rimarcato come la politica ragioni soltanto a breve con promesse tese ad ottenere voti senza programmare mai a medio e lungo termine.
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