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Olbia

Vecchi fucili in casa, revocati gli arresti ai coniugi di Siniscola 

di Sergio Secci
Vecchi fucili in casa, revocati gli arresti ai coniugi di Siniscola 

Il giudice ha accolto senza riserve le spiegazioni della coppia Le armi si trovavano nell’abitazione ereditata da un parente

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SINISCOLA. Quei fucili, di cui alcuni in pessimo stato di conservazione, si trovavano nella casa che avevano ereditato da tanti anni: Claudio Roccia, tipografo, e la moglie Efisia Orunesu avevano dimenticato addirittura di averli in casa. Le armi ritrovate l’altro ieri durante una perquisizione domiciliare dagli agenti della polizia di Stato e della Digos erano di proprietà del padre della donna che le aveva a suo tempo regolarmente denunciate. Per questo motivo ieri mattina, nel corso dell’udienza che si è tenuta in tribunale, ai due cinquantenni di Siniscola è stata revocata la misura cautelare degli arresti domiciliari. «Non esiste nemmeno nessuna compatibilità tra le armi possedute e le cartucce fatte ritrovare venerdì mattina davanti al palazzo comunale», spiegano gli avvocati della coppia Mara Lapia e Gianluca Sannio. Il giudice a seguito dell’interrogatorio e delle argomentazioni della difesa dei due legali ha ritenuto di revocare la misura degli arresti domiciliari e rimettere in libertà la coppia. «Alcune di queste armi erano totalmente impolverate e in pessimo stato di conservazione e nemmeno potevano funzionare», spiegano gli avvocati.
Per i residenti della casa, finisce quindi l’incubo iniziato con la perquisizione domiciliare disposta a seguito delle indagini partite subito dopo il ritrovamento delle quattro cartucce da caccia davanti al portone del palazzo comunale di via Roma. In uno di questi controlli, che hanno interessato varie zone della cittadina, gli agenti si erano presentati in casa dei due siniscolesi ed erano saltate fuori le armi. Per loro era così scattata una denuncia e la misura degli arresti domiciliari in attesa dell’interrogatorio che si è svolto ieri mattina alla presenza dei due legali. Le armi ritrovate dagli investigatori, non sono quindi di provenienza illecita o furtiva, ma è stato accertato che la proprietà era del padre della donna e che si trovassero quindi in casa da tantissimo tempo. Gia ieri era stato evidenziato che il ritrovamento dei fucili, non è legata alla lettera di minacce inviate al sindaco ma una delle tante operazioni portate avanti in questi giorni di attività dagli investigatori che hanno passato al setaccio numerose attività ed eseguito perquisizioni domiciliari alla ricerca di elementi utili alle indagini.

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