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Olbia

Il 2 giugno 1946 dell’Alta Gallura con la sorpresa Pci

Un po’ liberale, convintamente democristiana, sorprendentemente comunista. Così si scoprì l’Alta Gallura all’indomani del 2 giugno 1946, giorno del referendum su monarchia o repubblica e dell’elezione...

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Un po’ liberale, convintamente democristiana, sorprendentemente comunista. Così si scoprì l’Alta Gallura all’indomani del 2 giugno 1946, giorno del referendum su monarchia o repubblica e dell’elezione dell’assemblea costituente. Il primo partito fu la Democrazia cristiana (dati su elezionistorico.interno.it). A Luras prese la percentuale più alta: 67,5% per oltre mille voti. La Balena Bianca spadroneggiò a Bortigiadas (311 voti, 49,3%), Calangianus (1300 voti, 48,5%) e Tempio (400 voti, 46,2%). Scendendo in Bassa Gallura, trionfò democristiano anche ad Arzachena: quasi mille voti, 47,7%. Tornando in Alta Gallura, la sorpresa fu Aggius: qui vinse l’Unione democratica nazionale, in cui confluirono i liberali, con 1600 voti e addirittura il 67,5%. Una coalizione, quella liberale, che conquistò anche Olbia in quelle prime elezioni libere dopo il fascismo e la guerra: quasi 400 voti, 67,4%. I comunisti, non malissimo. Anzi, quasi una sorpresa. Il Pci si piazzò al secondo posto sia a Calangianus (oltre 800 voti, 31,9%) sia a Tempio (1500 voti, 17,7%): ovvero nei due centri industriali della Gallura, con una classe operaia - da Silla Lissia a Claudio Demartis ad Antonino Cassitta - ben organizzata. (g.pi.)

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