La Nuova Sardegna

Olbia

Scontro sul bilancio Per la minoranza «pochi investimenti» 

di Angelo Mavuli
Scontro sul bilancio Per la minoranza «pochi investimenti» 

Le accuse di Ripensare Tempio sul rendiconto consuntivo: «Carenti le spese per il sociale e scarse le entrate tributarie»

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TEMPIO. Spesa complessivamente bassa per gli investimenti. Inesistenti le spese strutturali nel sociale e per la famiglia. Ritardi nei pagamenti. Basse entrate tributarie ed extra tributarie e tributi calati a pioggia sulla città.
Questi in estrema sintesi i motivi che, qualche giorno fa, hanno indotto il gruppo Ripensare Tempio (Antonio Addis, Sebastiana Carta e daniela Campra), a votare contro il rendiconto della gestione per l’esercizio 2016, illustrato, con una lunga relazione da Franco Marotto, assessore al Bilancio, finaze e tributi.
«Ripensare Tempio - si legge in un comunicato a firma dei tre consiglieri -, rileva quanto, durante il 2016, sia stata bassa, nell'insieme, la spesa per gli investimenti. In particolare sul capitolo dello Sviluppo economico e della competitività. Per tutti i comparti produttivi, cioè, non si è investito quasi nulla. Anche le spese strutturali per le politiche sociali e per la famiglia - prosegue il gruppo di minoranza - risultano praticamente inesistenti e altrettanto può dirsi per le politiche ambientali. Da una lettura del bilancio consuntivo del 2016 si evince inoltre, che l’attività amministrativa è stata limitata dalla giunta all’ordinaria amministrazione. Senza favorire o promuovere cioè forme di sviluppo che possano, in qualche modo, rivitalizzare la città».
Ripensare Tempio affronta quindi il capitolo “pagamenti”: All’interno dei parametri previsti dalla legge, ma liquidati con importanti ritardi come si evince dall’apposito indicatore di tempestività. «Un altro aspetto importante che questa minoranza rileva - scrive Ripensare Tempio -, è il parametro deficitario del Comune di Tempio, legato alle basse entrate tributarie ed extra tributarie. In sostanza l’amministrazione non riesce ad incassare dai cittadini una parte molto consistente di tasse canoni e pagamenti vari. Fattore questo che, fra le altre cose, si ritiene sia un indicatore importante della fragilità della nostra economia e della difficoltà ad onorare i pagamenti. Si invita pertanto laAmministrazione a rivedere i criteri previsti dal sistema contributivo. Non calando a pioggia i tributi ma modulandoli in base alle reali capacità contributive e introducendo forme di pagamento alternative, come il baratto amministrativo, rispetto all’esborso monetario o la legge sugli sprechi alimentari».
Il rendiconto è stato approvato con 11 voti favorevoli della maggioranza e 5 no delle minoranze.
Tre no sono arrivati da Ripensare Tempio e due da Tempio Libera.

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