La Nuova Sardegna

Olbia

Imprese della Gallura maglia nera nei pagamenti

di Giampaolo Meloni
Imprese della Gallura maglia nera nei pagamenti

Secondo uno studio di Cribis, il territorio ultimo in classifica nell’isola sulla puntualità con i fornitori. Ma c’è uno spiraglio

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OLBIA. Le imprese della provincia Olbia Tempio sono poco affidabili nei pagamenti ai fornitori. Lo fanno con ritardo e sono nella parta bassa della classifica regionale. C’è una ragione particolare: rispetto alle altre regioni faticano molto più a smaltire le sofferenze della crisi e il disagio si ripercuote a catena sui fornitori diretti. A sancire il titolo di maglia nera nella puntualità nei pagamenti è uno studio di Cribis, società milanese del Gruppo Crif specializzata nella business information.


I dati sono aggiornati a fine marzo 2017. Le imprese della provincia di Olbia-Tempio risultano all’ultimo posto in Sardegna e 86esime in Italia in materia di puntualità nei pagamenti commerciali, con solo il 21,3% di imprese che saldano i fornitori alla scadenza. Una performance inferiore, fanno notare gli analisti, sia alla media dell’area Sud e Isole (23,2%) sia alla media regionale (23,5%) e lontana oltre 14 punti dalla media nazionale, pari al 35,6%.

La media bassa. «La situazione migliora leggermente se si considerano i ritardi gravi, le fatture saldate a più di un mese di distanza dai termini pattuiti», osserva Marco Preti, amministratore delegato di Cribis . Le imprese di Olbia-Tempio si posizionano al terzultimo posto nella regione con il 16,7% di imprese gravemente ritardatarie, un risultato migliore della media dell’area Sud e Isole (19,8%), ma peggiore sia della media regionale (15,8%) sia della media nazionale (12%). Penultima posizione invece sul fronte dei pagamenti entro i 30 giorni di ritardo, con il 60,2% di ritardi lievi, contro il 60,7% della media regionale, il 57% della media dell’area Sud e Isole e il 52,4% della media nazionale.

Insomma, le imprese di Olbia-Tempio sono in difficoltà dal punto di vista commerciale sia se paragonate con le altre imprese sarde, sia nel raffronto con la media nazionale. Uno scenario che la dice lunga sullo stato di salute colpito dalla crisi degli ultimi anni. «Dal confronto col 2010, inoltre – spiega l’Ad del centro ricerche – emerge che le difficoltà degli anni di crisi non sono ancora del tutto alle spalle: le imprese puntuali, infatti, sono diminuite di quasi otto punti percentuali, passando dal 29,1% al 21,3%, e i ritardi gravi sono aumentati di otto punti, passando dall’8,7% al 16,7%».

Quadro nazionale. La situazione dell’isola nel mosaico nazionale non è migliore. «Le imprese sarde – nota Preti – sono tra le meno puntuali d’Italia nei pagamenti commerciali: con solo il 23,5% delle imprese locali che ha saldato puntualmente i propri fornitori, infatti, la Sardegna si colloca al quart’ultimo posto fra le regioni dello Stivale. Puntuale, dunque, meno di un’impresa su quattro. Un risultato, quello sardo, superiore alla media dell’area Sud e Isole (pari al 23,2%), ma nettamente inferiore alla media nazionale, lontana dodici punti percentuali (35,6%)».

Cattive notizie arrivano dai ritardi gravi, le fatture saldate oltre 30 giorni dopo i termini pattuiti, uno dei principali indicatori dello stato di salute delle imprese: ben il 15,8% dei pagamenti. Un risultato migliore della media dell’area Sud e Isole, pari al 19,8%, ma che resta anche in questo caso lontano dalla media nazionale, pari al 12%.
Spiragli che fanno ben sperare tuttavia non mancano. «Il trend più recente – osserva l’analista di Cribis –, invita a ben sperare per il futuro, dal momento che in un solo anno i pagamenti puntuali sono cresciuti del 0,4% e i ritardi gravi sono scesi del 27,5%».
Gestione del credito. Per le imprese sarde ci sono segnali che fanno pensare a scenari migliori? «Nell’ultimo anno – è la risposta di Marco Preti – ci sono stati segnali che fanno presagire un’inversione di rotta, con i pagamenti puntuali che sono cresciuti dello 0,4% e i ritardi gravi che sono calati del 27,5%». Il calo dei pagamenti oltre il mese di ritardo va appare come un indicatore del miglioramento dello stato di salute delle imprese sarde. I fallimenti? «Anche questo è un indicatore importante. Mostrano da un paio d’anni una costante riduzione. Le stesse aziende, però, mettono in evidenza che hanno dovuto fronteggiare una situazione difficile, caratterizzata da una riduzione del giro d’affari e una crescita dei ritardi nei pagamenti e degli insoluti – interpreta l’Ad – . Tutto ciò è quindi la dimostrazione di come la gestione del credito commerciale sia diventata un fattore centrale della vita aziendale, insieme alla qualità dei prodotti e alle strategie commerciali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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