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Tragedie in mare, un appello alla Regione
BADESI. Il corpo di M.R., il 32 enne turista francese annegato mercoledì pomeriggio nel mare in tempesta di Baia delle Mimose dove si era imprudentemente tuffato, ancora non è stato trovato. Forse...
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BADESI. Il corpo di M.R., il 32 enne turista francese annegato mercoledì pomeriggio nel mare in tempesta di Baia delle Mimose dove si era imprudentemente tuffato, ancora non è stato trovato. Forse portato via dalle correnti, forse sbattuto in qualche insenatura della costa, flagellata in quelle ore pomeridiane da onde altissime. Ieri per l’intera giornata, le ricerche sono state svolte in mare da due elicotteri e dalle motovedette di Porto Torres e Castelsardo. A terra, invece, hanno operato i carabinieri della stazione di Trinità e diverse squadre di volontari dell’associazione Croce Azzura di Badesi che hanno battuto la costa senza alcun risultato.
La tragedia intanto riapre vecchie discussioni e polemiche sulla costituzione, durante l’estate, di squadre di salvamento alle quali la giunta regionale ha bloccato le prestazioni della stagione 2016 annunciando la stessa decisione anche per la stagione già iniziata.
Questioni burocratiche, che sarebbe stato opportuno però affrontare mesi prima e non a stagione praticamente già avviata.
«Fortunatamente - dice Tony Stangoni, sindaco di Badesi, costernato ovviamente per la tragedia di mercoledì - il mio Comune, per quanto concerne il finanziamento del servizio dei bagnini, si trova in una situazione differente da quella che in questo momento contrappone Protezione civile da una parte e Regione dall’altra. Badesi infatti fa parte di quei Comuni che per il servizio dei bagnini ha scelto una formula di assunzione, accettata e finanziata dalla Regione».
«Il problema è un altro - fa notare Stangoni –: le risorse concesse dalla Regione per l’assunzione dei bagnini sono insufficienti e garantiscono il servizio per appena due mesi: luglio ed agosto. Lo stesso ragionamento vale per il salvamento a mare, svolto con l’impiego dei Quod, dalla Croce Azzurra di Badesi, convenzionata con il 118. Anche in questo - conclude Stangoni - il finanziamento è da estendere almeno a tre mesi. Alla luce anche di quanto si è verificato mercoledì reitero quindi la richiesta alla Regione per un incremento delle risorse. Senza parlare con il senno di poi, è lecito pensare che se sul posto ci fossero stati i bagnini, la tragedia si sarebbe potuta evitare ancor prima di cominciare. Gli stessi bagnini infatti avrebbero sicuramente sconsigliato al turista di avventurarsi in mare». (a.m.)
La tragedia intanto riapre vecchie discussioni e polemiche sulla costituzione, durante l’estate, di squadre di salvamento alle quali la giunta regionale ha bloccato le prestazioni della stagione 2016 annunciando la stessa decisione anche per la stagione già iniziata.
Questioni burocratiche, che sarebbe stato opportuno però affrontare mesi prima e non a stagione praticamente già avviata.
«Fortunatamente - dice Tony Stangoni, sindaco di Badesi, costernato ovviamente per la tragedia di mercoledì - il mio Comune, per quanto concerne il finanziamento del servizio dei bagnini, si trova in una situazione differente da quella che in questo momento contrappone Protezione civile da una parte e Regione dall’altra. Badesi infatti fa parte di quei Comuni che per il servizio dei bagnini ha scelto una formula di assunzione, accettata e finanziata dalla Regione».
«Il problema è un altro - fa notare Stangoni –: le risorse concesse dalla Regione per l’assunzione dei bagnini sono insufficienti e garantiscono il servizio per appena due mesi: luglio ed agosto. Lo stesso ragionamento vale per il salvamento a mare, svolto con l’impiego dei Quod, dalla Croce Azzurra di Badesi, convenzionata con il 118. Anche in questo - conclude Stangoni - il finanziamento è da estendere almeno a tre mesi. Alla luce anche di quanto si è verificato mercoledì reitero quindi la richiesta alla Regione per un incremento delle risorse. Senza parlare con il senno di poi, è lecito pensare che se sul posto ci fossero stati i bagnini, la tragedia si sarebbe potuta evitare ancor prima di cominciare. Gli stessi bagnini infatti avrebbero sicuramente sconsigliato al turista di avventurarsi in mare». (a.m.)
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