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il concorso 

“Il prete che vorrei”, alunni divisi 

“Il prete che vorrei”, alunni divisi 

I bimbi vorrebbero un supereroe, i ragazzi lo vogliono “alla mano”

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TEMPIO. “Il prete che vorrei” ha finalmente un volto. Migliaia di studenti delle scuole di ogni ordine e grado del territorio diocesano hanno dato il loro contributo per definire l’identità del sacerdote ideale. Leggendo gli elaborati degli studenti che hanno vinto il concorso indetto dagli uffici Scuola e Catechistico della diocesi si è capito che il “prete che vorrei” non è un’impossibile astrazione. C’è chi lo vorrebbe simile a un supereroe (caratteristica ricorrente nei temi degli alunni delle primarie) e chi, come gli studenti delle superiori, lo vorrebbe, invece, autorevole e alla mano.

I dati del concorso diocesano che avant’ieri, in coincidenza con la chiusura dell'anno seminaristico, ha avuto il suo bel finale nell’aula magna del Seminario alla presenza del vescovo Sebastiano Sanguinetti, sono così consistenti e affidabili che possono valere come un vero e proprio censimento. 4500 studenti coinvolti e 700 elaborati che hanno messo a dura prova la giuria sono numeri che hanno dello straordinario. E poi c’è la qualità di molti elaborati, giustamente premiati o, comunque, menzionati. Se il vescovo ha speso parole di elogio per tutti i partecipanti e per i tanti (in modo particolare, gli insegnanti di religione che hanno promosso il concorso), complimentandosi con tutti gli studenti premiati, a tirare le somme dell’intero lavoro è stato don Paolo Pala, rettore del Seminario diocesano.

« Il concorso – ha fatto notare il religioso – ha messo in luce l’enorme influenza di social e media nella strutturazione del pensiero, ma ha dimostrato l’impegno dei partecipanti».

Non tutti, pur rispettando la consegna, avrebbero preso alla lettera il titolo. «Qualcuno ha scritto che il prete ideale non esiste», ha fatto presente don Pala. Segno che “il prete che vorrei” deve potersi calare realmente nella realtà di tutti i giorni. È poi emersa una sorta di costante affettiva nel ricordo positivo dei parroci dei rispettivi paesi. Il prete che migliaia di ragazzi di diverse età vorrebbero dovrebbe essere, infine, un dispensatore di testimonianze esemplari, facendosi sempre prossimo ai bisogni di chi soffre. «In filigrana – ha dichiarato il rettore del Seminario – compare papa Francesco». Il papa carismatico (un vero eroe, secondo i bambini delle primarie) e autorevole, matrice ideale di quel prete che tutti vorrebbero e che forse molti hanno, comunque, la fortuna di avere. (g.pu.)

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