Olbia, Nizzi apre un nuovo fronte: «No alle bancarelle sul lungomare»
I gazebo bianchi sono tornati. L’associazione Arché non ha dubbi: "Non ci muoviamo"
OLBIA. I gazebo bianchi sono tornati sul lungomare. L’associazione Arché ha montato le bancarelle del suo mercatino estivo, come fa ormai da parecchi anni, lungo il marciapiede che costeggia il muro di villa Tamponi, in via Principe Umberto. Ma la guerra è dietro l’angolo. Al Comune, e a Settimo Nizzi in particolare, quelle bancarelle non sono mai piaciute perché considerate antiestetiche. Un po’ come l’ormai famosa edicola della famiglia Ambrosino, distante poche decine di metri.
E quindi il sindaco avverte: «Arriverà il giorno in cui il Comune avrà ragione. Quelle bancarelle non ci piacciono, siamo contrari al degrado e per sempre lo saremo». L’asso nella manica dell’associazione Arché, presieduta da Antonietta Cossu, è il fatto di avere in mano le autorizzazioni rilasciate dall’Autorità portuale, visto che il lungomare è zona demaniale. Il Comune, insomma, non può impedire il mercatino.
E così ieri l’associazione ha preso e montato i suoi gazebo. «Sappiano che noi siamo contrari – continua il sindaco -. Le zingarate, una parola che metto tra virgolette, non ci sono mai piaciute. Quelle bancarelle non fanno onore alla città. Il lungomare è un luogo di alto valore e invece loro lo trasformano in una zona di degrado. Sia chiaro che non molleremo».
La questione era scoppiata un anno fa, qualche giorno dopo le elezioni vinte da Nizzi. Il sindaco aveva detto che lui, quelle bancarelle, non le avrebbe più volute vedere lì, annunciando però di essere pronto a individuare una nuova sistemazione. Invece ad aprile il sindaco e i dirigenti Antonello Zanda, Michele Baffigo e Tino Azzena avevano firmato una nota con la quale intimavano l’associazione Arché a non sistemare il mercatino lungo via Principe Umberto. Allo stesso tempo il Comune aveva chiesto che all’autorizzazione dell’Autorità portuale venissero affiancate anche le licenze commerciali, paesaggistiche ed edilizie. Ieri, invece, Arché ha dato il via al mercatino avvertendo: "Da lì, noi non ci muoviamo". (d.b.)
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