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Olbia

Olbia, gli ambulanti al sindaco: caro Nizzi, noi resistiamo

di Dario Budroni
Olbia, gli ambulanti al sindaco: caro Nizzi, noi resistiamo

Gli operatori hanno issato le strutture mobili e avviato l’attività del mercatino. «Il Comune promise una discussione che non ha ancora cominciato. Ci spiace»

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OLBIA. Le bancarelle non tremano davanti alle parole del sindaco. Gli ambulanti hanno tutte le carte in regola e continueranno a vendere i loro prodotti sotto i gazebo bianchi, anche se Settimo Nizzi non vuole. L’associazione Arché, dopo avere letto sulla “Nuova” la posizione del primo cittadino, va avanti per la propria strada. La presidente Antonietta Cossu, comunque, non nega il clima di tensione che si respira lungo il marciapiede di via Principe Umberto, dove da 10 anni Arché allestisce il suo mercatino estivo.

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«Le polemiche tornano insieme alla ripresa del mercato. E questo ci sfianca e ci addolora», commenta Antonietta Cossu. A far scoppiare un nuovo braccio di ferro sul lungomare, dopo quello sull’edicola Ambrosino, è dunque il ritorno dell’ormai storico mercatino estivo. A Settimo Nizzi le bancarelle non piacciono, le ritiene antiestetiche e vorrebbe quindi cacciarle. L’associazione Arché, però, dal 2016 ha in mano le autorizzazioni dell’Autorità portuale.

Le autorizzazioni. Il mercatino, una quindicina di gazebo bianchi nei quali lavorano persone del posto, ha fatto la sua comparsa giovedì in via Principe Umberto, in zona demaniale. «Abbiamo la concessione dell’Autorità portuale per 4 anni, con il parere positivo del Comune, dato dalla giunta Giovannelli – spiega Antonietta Cossu –. Per la concessione abbiamo avviato tutte le pratiche e depositato una cauzione economica consistente. Con l’ingresso della nuova giunta, ci troviamo ad affrontare un costante giudizio negativo sul nostro operato al quale siamo anche stanchi di rispondere. Ci interessa ribadire che l’associazione ha tutte le carte in regola per portare avanti questo progetto che produce proventi che vengono sempre investiti in attività culturali. Noi rispettiamo le normative e operiamo promuovendo la cultura e l’artigianato, sardo in particolare».

Tavolo mancato. La prima polemica risale a un anno fa, subito dopo le elezioni vinte da Nizzi. «Quando abbiamo incontrato il sindaco, dopo la sua uscita sui giornali in cui esprimeva contrarietà, siamo andati da lui con preventivi e foto di nuovi allestimenti, interessati a operare in un clima disteso e costruttivo – continua Antonietta Cossu –. Lui aveva dichiarato che a fine stagione avremmo aperto un tavolo di discussione, ma quel tavolo non è stato mai aperto nonostante i nostri solleciti. E ora ci troviamo nuovamente in questa situazione».

Dialogo cercasi. Arché va avanti e presto presenterà il suo calendario di eventi culturali. «Non ci rimane che continuare con le nostre autorizzazioni sperando in un dialogo civile – aggiunge la presidente –. Siamo molto dispiaciuti che il sindaco ritenga questa una guerra, per noi non è così. Per noi è operare a favore della città, come facciamo da 10 anni. Una fiera con strutture amovibili cambia il contesto, crea caos, ma è un caos positivo che genera allegria, incontro e accoglienza».
 

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