Un disegno di legge per dare un futuro ai piccoli ospedali
La Maddalena, la proposta è stata depositata a Montecitorio Lai: atto di civiltà per garantire la maternità e parità sociale
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LA MADDALENA. Un disegno di legge nazionale per salvare i piccoli ospedali, tra cui il Paolo Merlo. La proposta è stata depositata negli uffici di piazza Montecitorio. Il primo firmatario è il deputato Massimo Artini, ex Movimento 5 stelle ora Gruppo misto, seguito dagli onorevoli Baldassarre, Bechis, Segoni e Turco.
Le disposizioni della proposta di legge si applicano a tutti i comuni delle isole minori d’Italia e sono indirizzate a rendere sicuri e funzionali i Punti nascita e a potenziare il Pronto soccorso. Pochi ma ben chiari i punti del disegno di legge. Prevede che i presìdi ospedalieri delle isole minori siano riconosciuti dallo Stato come sedi particolarmente disagiate. Per tutte queste strutture viene fatto obbligo di mantenere e assicurare per i presidi ospedalieri la funzione di ospedale con Pronto soccorso.
A chi si applica. Ai presìdi ospedalieri delle isole minori che si trovano in comuni che per raggiungere gli altri ospedali della Regione impiegano un tempo superiore a 40 minuti, da calcolare tramite mezzi di superficie.
Punto nascita. Il disegno di legge riconosce il regolare funzionamento del Punto nascita delle isole minori, ventiquattro ore su ventiquattro per365 giorni l’anno, tramite cinque figure professionali.
Atto di civiltà. Il disegno di legge è stato illustrato dal deputato Artini. Al suo fianco Fabio Lai, consigliere di maggioranza e vice sindaco. «I ì tagli alla spesa sanitaria rischiano di colpire in maniera più pregiudizievole i comuni delle isole minori, per natura già svantaggiati dalla loro condizione di insularità. Il depotenziamento dei presìdi ospedalieri sulle isole minori in favore dei grandi centri e la cancellazione di servizi sanitari fondamentali come i Punti nascita, fa venire meno il diritto alla salute dei cittadini con conseguenze gravi sulla vita stessa delle persone. Tra queste ci sono gli estenuanti viaggi in ambulanza delle partorienti già in travaglio, prima sui traghetti per raggiungere la terra ferma e dopo, su strade provinciali pericolose e disagevoli, con tempi di percorrenza fino a un'ora e mezza prima di raggiungere l'ospedale più vicino. Non meno aleatorie le emergenze legate a patologie come infarti o interventi di chirurgia d'urgenza che non possono essere garantiti in loco per mancanza di medici specialistici. Di fronte a situazioni di questo tipo la proposta di garantire l'assistenza sanitaria sulle isole minori solo con un sistema di elisoccorso risulta essere insufficiente e inadeguata, se non affiancata a presidi ospedalieri in loco sani e funzionanti. La presente proposta di legge sia un atto di civiltà per garantire parità sociale e tutela della maternità». (a.n.)
Le disposizioni della proposta di legge si applicano a tutti i comuni delle isole minori d’Italia e sono indirizzate a rendere sicuri e funzionali i Punti nascita e a potenziare il Pronto soccorso. Pochi ma ben chiari i punti del disegno di legge. Prevede che i presìdi ospedalieri delle isole minori siano riconosciuti dallo Stato come sedi particolarmente disagiate. Per tutte queste strutture viene fatto obbligo di mantenere e assicurare per i presidi ospedalieri la funzione di ospedale con Pronto soccorso.
A chi si applica. Ai presìdi ospedalieri delle isole minori che si trovano in comuni che per raggiungere gli altri ospedali della Regione impiegano un tempo superiore a 40 minuti, da calcolare tramite mezzi di superficie.
Punto nascita. Il disegno di legge riconosce il regolare funzionamento del Punto nascita delle isole minori, ventiquattro ore su ventiquattro per365 giorni l’anno, tramite cinque figure professionali.
Atto di civiltà. Il disegno di legge è stato illustrato dal deputato Artini. Al suo fianco Fabio Lai, consigliere di maggioranza e vice sindaco. «I ì tagli alla spesa sanitaria rischiano di colpire in maniera più pregiudizievole i comuni delle isole minori, per natura già svantaggiati dalla loro condizione di insularità. Il depotenziamento dei presìdi ospedalieri sulle isole minori in favore dei grandi centri e la cancellazione di servizi sanitari fondamentali come i Punti nascita, fa venire meno il diritto alla salute dei cittadini con conseguenze gravi sulla vita stessa delle persone. Tra queste ci sono gli estenuanti viaggi in ambulanza delle partorienti già in travaglio, prima sui traghetti per raggiungere la terra ferma e dopo, su strade provinciali pericolose e disagevoli, con tempi di percorrenza fino a un'ora e mezza prima di raggiungere l'ospedale più vicino. Non meno aleatorie le emergenze legate a patologie come infarti o interventi di chirurgia d'urgenza che non possono essere garantiti in loco per mancanza di medici specialistici. Di fronte a situazioni di questo tipo la proposta di garantire l'assistenza sanitaria sulle isole minori solo con un sistema di elisoccorso risulta essere insufficiente e inadeguata, se non affiancata a presidi ospedalieri in loco sani e funzionanti. La presente proposta di legge sia un atto di civiltà per garantire parità sociale e tutela della maternità». (a.n.)
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