La Nuova Sardegna

Olbia

Disastri e ricostruzione, il no degli studenti 

di Dario Budroni
Disastri e ricostruzione, il no degli studenti 

Pochi scelgono il saggio legato all’alluvione in città, meglio puntare sulle nuove tecnologie e il lavoro

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OLBIA. Forse da ieri mattina si sentono un pochino più maturi. Il percorso è ancora lungo, ma almeno la prima prova è stata scritta, firmata e consegnata. Centinaia di studenti olbiesi hanno appena scoperto cosa vuol dire fare l’esame di maturità. Hanno letto le tracce spedite dal ministero e si sono buttati a capofitto sul foglio bianco.

Il primo dato registrato fuori dai cancelli delle scuole è questo: Giorgio Caproni è il grande sconosciuto e in pochissimi hanno voluto rischiare con l’analisi di una sua poesia. Il tema preferito resta sempre il saggio breve: le consegne erano diverse e in tanti hanno ragionato sul rapporto tra nuove tecnologie e lavoro. Il saggio su disastri e ricostruzione, nonostante Olbia sia una città alluvionata e in molti casi la ricostruzione sia ancora in alto mare, non ha fatto breccia tra gli studenti. Tra i pochi ad averlo scelto c’è Sara Di Raffaele, studentessa del liceo scientifico Mossa. «Ho parlato anche della burocrazia che spesso frena la ricostruzione – racconta -. Ho scritto di ciò che è successo in Abruzzo e ho fatto un passaggio sull’alluvione di Olbia, dove la solidarietà ha dato una grossa mano». Tra i coraggiosi ad aver analizzato la poesia «Versicoli quasi ecologici» di Caproni, invece, c’è la studentessa del liceo Gramsci Nina Buzakovic. «No, Caproni non lo conoscevo ma mi è piaciuta la sua poesia e quindi ci ho provato», spiega. Paolo Ardovino, anche lui del Gramsci, ha puntato sul saggio socio-economico. «Ho parlato delle nuove tecnologie legate al lavoro – spiega lo studente -. E ho detto che non sono convinto del fatto che, a causa della tecnologia, sia a rischio l’occupazione. A parte questo, sono rimasto un po’ deluso dalle tracce, mi aspettavo più Pirandello, don Milani o Gramsci». Marika Sini, pure lei del classico-linguistico, ha optato per il tema di ordine generale sul progresso: «Ho parlato di pubblicità, dell’evoluzione dei prodotti e del rapporto tra costo e qualità».

Fabrizio Pinna, studente dell’istituto Panedda, ha scelto il saggio breve sulle nuove tecnologie. «Non ho parlato dell’alluvione perché negli anni ho già fatto temi simili, quindi ho preferito parlare delle nuove tecnologie – spiega Pinna -. Le opportunità sono tante e sicuramente aiutano a migliorare la vita». Luca Murrai studia al liceo Mossa e si è concentrato sulle nuove tecnologie, per «analizzare le opportunità dello sviluppo tecnologico». Stesso tema scelto anche da Gabriele Brianda, sempre del Mossa: «L’ho scelto perché conosco bene l’argomento. Ho parlato di come si è instaurata la tecnologia nella società e ho riflettuto sui suoi benefici». Invece Martina Dore ha optato per il saggio breve sulla natura: «Ho anche ragionato su come possa essere utilizzata in campo educativo, per aiutare lo sviluppo e la crescita dei bambini».

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