CALANGIANUS
Festa, musica e riti per San Giovanni
CALANGIANUS. La festa di San Giovanni ha avuto sempre un suo fascino. Forse perché una parte della popolazione vede in questa festa le origini della sua storia, dato sono in molti coloro che si...
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CALANGIANUS. La festa di San Giovanni ha avuto sempre un suo fascino. Forse perché una parte della popolazione vede in questa festa le origini della sua storia, dato sono in molti coloro che si spostano dalle parti di Bassacutena, presso la chiesa di San Giovanni di Liscia. Qui, la parrocchia di Santa Giusta, mantiene il diritto di celebrare la messa nei giorni in cui si festeggia San Giovanni Battista ( 24 giugno nascita, e 29 agosto, martirio).
Un modo, per alcuni, per riannodare il filo con gli avi che per vari motivi (insalubrità o insicurezza) ripararono ai piedi del Limbara fra il 1400 e il 1500. Prima della messa, ieri, c’è stata la processione ai piedi verso la gran croce di granito che la tradizione vuole erigersi sull’antico cimitero e poi, al termine della cerimonia religiosa, il pranzo sotto gli alberi. I discendenti delle famiglie hanno fatto gli onori di casa in un locale che fa da cucina, quindi canti e balli sino a tardi. Una volta, sino alla metà dello scorso secolo, si era soliti restarvi anche per la novena. San Giovanni, però, viene festeggiato anche in paese, ma alla vigilia. Con il rito di lu fucaroni, come avviene in tutti i paesi della Gallura. Sopratutto negli ultimi due decenni è stato un bel momento aggregativo grazie a un fattivo comitato creatosi in quartiere storico, Lu Caponi.
Purtroppo quest’anno c’è stata una pausa per cause di forza maggiore che tutti ben conoscono. Allora il ruolo di grande festa alla vigilia di San Giovanni se l’è assunto un bel gruppo di persone che, dal 1991, organizzano una lunga tavolata dalle parti di via lu Pinu proponendo con squisita ospitalità, un apprezzato menù e un bel clima di festa ed amicizia che ha sempre coinvolto tra le 400 e le 500 persone. Da citare anche qualche altro tentativo fatto in altre vie del paese. Insomma c’è un preciso segnale di voler recuperare rapporti di buon vicinato come una volta si usava. (p.z.)
Un modo, per alcuni, per riannodare il filo con gli avi che per vari motivi (insalubrità o insicurezza) ripararono ai piedi del Limbara fra il 1400 e il 1500. Prima della messa, ieri, c’è stata la processione ai piedi verso la gran croce di granito che la tradizione vuole erigersi sull’antico cimitero e poi, al termine della cerimonia religiosa, il pranzo sotto gli alberi. I discendenti delle famiglie hanno fatto gli onori di casa in un locale che fa da cucina, quindi canti e balli sino a tardi. Una volta, sino alla metà dello scorso secolo, si era soliti restarvi anche per la novena. San Giovanni, però, viene festeggiato anche in paese, ma alla vigilia. Con il rito di lu fucaroni, come avviene in tutti i paesi della Gallura. Sopratutto negli ultimi due decenni è stato un bel momento aggregativo grazie a un fattivo comitato creatosi in quartiere storico, Lu Caponi.
Purtroppo quest’anno c’è stata una pausa per cause di forza maggiore che tutti ben conoscono. Allora il ruolo di grande festa alla vigilia di San Giovanni se l’è assunto un bel gruppo di persone che, dal 1991, organizzano una lunga tavolata dalle parti di via lu Pinu proponendo con squisita ospitalità, un apprezzato menù e un bel clima di festa ed amicizia che ha sempre coinvolto tra le 400 e le 500 persone. Da citare anche qualche altro tentativo fatto in altre vie del paese. Insomma c’è un preciso segnale di voler recuperare rapporti di buon vicinato come una volta si usava. (p.z.)
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