La Nuova Sardegna

Olbia

Firmate le concessioni 150 ettari ai mitilicoltori 

di Dario Budroni
Firmate le concessioni 150 ettari ai mitilicoltori 

Dopo decenni di deregulation il comparto ora si prepara al salto di qualità Pronti nuovi impianti. Raddoppierà la produzione, si investirà nel marketing

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OLBIA. La rinascita passa per una firma che finalmente è arrivata. Il golfo olbiese adesso potrà cominciare a pensare davvero in grande. E questo perché i mitilicoltori sono ufficialmente diventati proprietari di un qualcosa come 150 ettari di nuove concessioni. La svolta era attesissima perché permetterà di rivoluzionare il mondo della mitilicoltura a Olbia. Da ora in poi tra l’Isola Bianca e la bocca del golfo interno cambierà praticamente tutto. Nasceranno nuovi impianti, saranno ingranditi quelli esistenti, sarà raddoppiata la produzione di cozze, si investirà nel marketing territoriale. E poi, un’altra cosa da non sottovalutare, saranno creati nuovi posti di lavoro. Insomma, la storia centenaria della mitilicoltura olbiese sta per cominciare una nuova vita, stavolta in modo più compatto, più forte e competitivo.

La rivoluzione. Erano anni che il settore della mitilicoltura aspettava questo momento, dopo un lungo periodo caratterizzato dal caos generato dai mancati rinnovi delle concessioni nonostante le coop pagassero ugualmente i canoni. Stavolta invece le concessioni ci sono, dureranno 15 anni e in più i miticoltori potranno operare in uno specchio di mare molto più vasto: 150 ettari. Si tratta di una novità che ha il sapore di un primato: è infatti la prima volta in Italia che le concessioni vengano rinnovate per 15 anni. Il risultato è stato portato a casa dal Consorzio dei molluschicoltori, nato pochi anni fa per riunire le 18 cooperative che operano nel golfo. Nel 2015 il Consorzio, presieduto da Mauro Monaco, era riuscito ad aggiudicarsi il bando sulle concessioni. Poi era partito un lungo iter burocratico. L’ultimo ok della Regione era arrivato a dicembre. Venerdì è infine arrivata la firma notarile, che sancisce di fatto la concessione. Il tutto sarà poi pubblicato la prossima settimana sul Buras, il bollettino ufficiale della Regione.

Lo sviluppo delle cozze. Per capire cosa significa aver ottenuto le nuove concessioni, è bene fare qualche esempio. Avendo tutte le carte in regola, e molto più spazio in cui operare, potranno essere moltiplicati tutti i numeri del golfo. Oggi i metri di filari sono 60mila e un giorno potrebbero essere anche triplicati. Annualmente, invece, vengono prodotti 35mila quintali di mitili. Nel giro di qualche anno, invece, si potrebbe sfondare quota 80mila. Attualmente i lavoratori che operano tra filari e stabulari sono circa novanta, presto questa cifra potrebbe essere raddoppiata. E insieme alle cozze, che non hanno bisogno di troppe presentazioni, all’interno del golfo si potrà anche incentivare il settore dell’ostricoltura.

Marketing e mercato. Ma avere 150 ettari di concessioni vuol dire anche altro. Il Consorzio, che riunisce appunto tutte le realtà del golfo, potrà marciare unito verso nuovi orizzonti. Per esempio c’è quello del marketing territoriale. Uno degli obiettivi è fare della cozza olbiese un mezzo di promozione della città, della Gallura e di tutta la Sardegna, da affiancare anche ad altri simboli dell’enogastronomia, tramite efficaci campagne di comunicazione e valoeizzazione. Inoltre il Consorzio guidato da Mauro Monaco potrà supportare le aziende nello sviluppo delle attività a mare e anche ricercare nuovi e importanti mercati fuori dai perimetri isolani. Da tempo, comunque, il Consorzio si è reso protagonista di diverse manifestazioni nella penisola, a cominciare dall’ultimo Slow Fish di Genova, dove le cozze olbiesi sono andate a ruba.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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