Il Comune assume 20 agenti stagionali nella polizia locale
OLBIA. La polizia locale si ritrova un po’ meno azzoppata. Il Comune ha detto sì all’assunzione di venti vigili stagionali, ma solo per i mesi di luglio e agosto. «L’assunzione è imminente – commenta...
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OLBIA. La polizia locale si ritrova un po’ meno azzoppata. Il Comune ha detto sì all’assunzione di venti vigili stagionali, ma solo per i mesi di luglio e agosto. «L’assunzione è imminente – commenta il sindaco Settimo Nizzi -. I vigili andranno ad affiancare l’organico già in servizio, migliorando ulteriormente le numerose attività svolte sul territorio». L’atto di indirizzo è stato appena emanato dalla giunta. È un provvedimento che arriva dopo che l’amministrazione ha appreso che le sentenze relative alle cause presentate da alcuni ex stagionali al tribunale del lavoro, inizialmente attese per lo scorso maggio, sono state rinviate alla primavera del 2018. Sono infatti diversi gli agenti assunti negli anni passati che avevano fatto causa al Comune, chiedendo quindi l’assunzione a tempo indeterminato o un indennizzo, perché ritenevano di essere stati sfruttati a suon di proroghe del contratto. Una situazione complicata che avrebbe condizionato le scelte del Comune. «L’amministrazione comunale ritiene di aver agito nel pieno rispetto delle norme di legge e delle circolari che disciplinano i rapporti di lavoro a tempo determinato presso le pubbliche amministrazioni – dice Settimo Nizzi -. Ora ci affidiamo al giudizio del tribunale. Poiché la sede naturale delle cause è proprio il palazzo di giustizia, non si intende in alcun modo discuterle sulla stampa». I venti stagionali in più andranno ad affiancare gli altri 51 vigili, anche se gli operativi sulle strade sono solo 15. Una svolta che non convince Ivana Russu, consigliera comunale del Pd ed ex assessore alla Sicurezza. «Troppo tardi, molti dei vigili in graduatoria hanno trovato lavoro in altri Comuni – spiega -. Comunque, ormai, la polizia locale non fa più servizio notturno, non fa campagne nelle scuole e nemmeno attività di prevenzione e lotta alla contraffazione». (d.b.)
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