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Olbia

Le due inchieste sul rogo dell’ultraleggero

Le due inchieste sul rogo dell’ultraleggero

Quella penale è stata aperta dalla Procura di Tempio, quella tecnico amministrativa dall’Ansv

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TRINITÀ D’AGULTU. Sono due le inchieste aperte sull’incidente di “Lu Falzaggiu”, l’aviosuperficie di Trinità vicino alla quale è precipitato un ultraleggero ed hanno perso la vita due appassionati di volo.

La principale, quella avviata dalla procura della Repubblica di Tempio, dovrà stabilire cosa è accaduto all’ultraleggero Corvus Rg 60 sul quale viaggiavano l’imprenditore veronese Franco Castagna e la sua amica Marica Magrini. Il piccolo velivolo, ormai giunto a destinazione, avrebbe perso quota finendo in un campo e incendiandosi, carbonizzando i due occupanti. Gli accertamenti tecnici disposti dal sostituto procuratore della Repubblica di Tempio Cristina Carunchio saranno utili per la seconda indagine, quella tecnico amministrativa avviata dall’ Ansv, l’agenzia nazionale per la sicurezza del volo, che ha già ricevuto la comunicazione ufficiale del sinistro dal direttore dell’aeroporto di Olbia Marco Di Giugno. L’Enac (l’ente nazionale dell’aviazione civile) aveva autorizzato nel gennaio scorso l’utilizzo, soltanto diurno, della pista di Andrea Vasa, un imprenditore che ha realizzato l’aviosuperfice (un campo di atterraggio in erba per ultraleggeri di 500 metri per trenta) tra Costa Paradiso e Trinità d’Agultu. Mentre i familiari delle due vittime sono arrivati nell’isola per riportare a casa i resti dei loro congiunti, la polizia stradale ha acquistito, per contro della magistratura tempiese, le comunicazioni radio intercorse tra il velivolo precipitato e la torre di controllo di Olbia nelle fasi precedenti l’autorizzazione all’atterraggio, quando tutto appariva nella norma, senza alcuna segnalazione di anomalie a bordo. (re.te.)



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