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Orgosolo, minacce ai poliziotti

Orgosolo, minacce ai poliziotti

Scritte su un muro alla periferia del paese: una croce accanto ai nomi degli agenti del Commissariato

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ORGOSOLO. La polizia ancora nel mirino. Scritte su un muro alla periferia di Orgosolo sono state fatte durante la notte. Nel mirino ci sono il dirigente del Commissariato, Gianpiero Putzu e tre agenti. Sul muro è stata tracciata con una bomboletta nera una croce e accanto i nomi di Putzu, Re, Egizi e Bonicelli.

Una minaccia pesantissima e inspiegabile visto a Orgosolo non si stanno registrando di recente tensioni tra le forze dell’ordine e la popolazione. Ma le nuove scritte destano una certa preoccupazione visto che nei giorni scorsi i nomi di tre dei quattro poliziotti erano stati scritti sulle pareti della chiesetta campestre di San Marco, alla periferia del apese dei murales lungo la strada che porta al pianoro di Montes. Questa volta è stato aggiunto il nome di un altro poliziotto: Bonicelli.

Quando è stata segnalata la nuova scritta minacciosa, sul tato sul posto sono immediatamente arrivati gli agenti del commissariato di Orgosolo, tra i quali i quattro presi di mira, e poco dopo c’è stato l’intervento anche degli specialisti della Digos e della polizia scientifica della questura di Nuoro che hanno eseguito i rilievi per cercare di risalire agli autori delle scritte.

In occasione delle prime scritte, il 14 luglio scorso, nelle indagini era stato ipotizzato un collegamento con le forti tensioni relative allo svolgimento del Palio, che non si era svolto per motivi di sicurezza e anche per disaccordi tra gli stessi organizzatori. A rafforzare questa ipotesi era stata anche la scelta del luogo sui cui scrivere le minacce: la chiesetta lungo la strada per Montes, dove si sarebbe dovuta svolgere la corsa dei cavalli. Ma adesso è diverso e allora non è da scartare la pista che porta al monumentale lavoro di indagine svolto dagli agenti del Commissariato sulle polemiche che avevano preceduto le elezioni amministrative del 2016. I quattro investigatori sono sempre stati in prima fila nell’inchiesta che aveva portato alla temporanea sospensione dall’incarico del sindaco e all’iscrizione sul registro degli indagati di una cinquantina di orgolesi.

Ai quattro poliziotti presi di mira dalle minacce è arrivata la solidarietà del sindaco Dionigi Deledda e anche dal questore Massimo Colucci. Il problema dovrebbe essee al centro del prossimo Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico in prefettura.

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