Accordo Comune-Aci lo storico distributore riprenderà l’attività
di Angelo Mavuli
La giunta approva una delibera di transazione pacifica Per alcuni anni non era stato pagato il suolo pubblico
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TEMPIO. Lo storico rifornitore di carburante sul Viale San Lorenzo, che, costeggiando l’omonima Pineta, porta alla Palazzina Comando della Pischinaccia, istituenda sede dell’Eurispes ed alle Fonti di Rinagghju, potrebbe riprendere la sua attività. Rimasto chiuso da diversi anni per questioni burocratiche con il Comune legate al pagamento del suolo pubblico, adesso dovrebbe dunque riaprire.
La giunta comunale infatti, in una delle sue ultime riunioni ferragostane, ha approvato una deliberazione, la n. 126, contenente lo schema di un atto di transazione che mette fine a una vicenda ingarbugliata fra il Comune e l’Aci, occupante dell’area in questione sin dal 1964. Circa 70 metri quadri per un chiosco e un impianto di distribuzione carburanti e lubrificanti e 13 metri quadri di sottosuolo per i depositi, per il quale per 29 anni, è stata pagata regolarmente la tassa di occupazione per le aree pubbliche.
Cosa che invece, per motivi mai scrutati, non è avvenuta da quella data in poi, fatta eccezione per i periodi dal 2008 al 2014 che risultano regolarizzati. Quello che risalta ancora di più però è il fatto che allo scadere della convenzione, nel giugno 1993, non sia mai stata formalizzato, né tanto meno rinnovato con relative delibere il permesso o meno di occupazione del suolo pubblico. Un pasticcio burocratico insomma, che sarebbe potuto sfociare in un lungo contenzioso, con danni economici per entrambi gli enti e che invece grazie al lavoro dei funzionari comunali ed alla disponibilità del Comune e dei vertici Aci, sta per trovare in una transazione pacifica una definizione vantaggiosa della vicenda per entrambe le amministrazioni con pieno soddisfacimento dell'interesse pubblico.
«Praticamente a soli fini transativi - recita la delibera della giunta -, a tacitazione di ogni altra, diversa ed ulteriore pretesa, si propone l'importo di 29 mila 300 euro per la formalizzazione degli atti». Che una volta espletati, oltre che soddisfare gli interessi economici dell’una e l’altra parte, (che con una causa “normale” avrebbe richiesto tempi biblici), potrebbero consentire di riavviare, nel rispetto delle leggi e in piena sicurezza, uno dei rifornitori storici della città.
La transazione pacifica raggiunta con l’Aci, oltre che rivestire un particolare interesse economico per il Comune, potrebbe infatti essere di fondamentale importanza per la riapertura dello strategico impianto nell’ambito cittadino.
La giunta comunale infatti, in una delle sue ultime riunioni ferragostane, ha approvato una deliberazione, la n. 126, contenente lo schema di un atto di transazione che mette fine a una vicenda ingarbugliata fra il Comune e l’Aci, occupante dell’area in questione sin dal 1964. Circa 70 metri quadri per un chiosco e un impianto di distribuzione carburanti e lubrificanti e 13 metri quadri di sottosuolo per i depositi, per il quale per 29 anni, è stata pagata regolarmente la tassa di occupazione per le aree pubbliche.
Cosa che invece, per motivi mai scrutati, non è avvenuta da quella data in poi, fatta eccezione per i periodi dal 2008 al 2014 che risultano regolarizzati. Quello che risalta ancora di più però è il fatto che allo scadere della convenzione, nel giugno 1993, non sia mai stata formalizzato, né tanto meno rinnovato con relative delibere il permesso o meno di occupazione del suolo pubblico. Un pasticcio burocratico insomma, che sarebbe potuto sfociare in un lungo contenzioso, con danni economici per entrambi gli enti e che invece grazie al lavoro dei funzionari comunali ed alla disponibilità del Comune e dei vertici Aci, sta per trovare in una transazione pacifica una definizione vantaggiosa della vicenda per entrambe le amministrazioni con pieno soddisfacimento dell'interesse pubblico.
«Praticamente a soli fini transativi - recita la delibera della giunta -, a tacitazione di ogni altra, diversa ed ulteriore pretesa, si propone l'importo di 29 mila 300 euro per la formalizzazione degli atti». Che una volta espletati, oltre che soddisfare gli interessi economici dell’una e l’altra parte, (che con una causa “normale” avrebbe richiesto tempi biblici), potrebbero consentire di riavviare, nel rispetto delle leggi e in piena sicurezza, uno dei rifornitori storici della città.
La transazione pacifica raggiunta con l’Aci, oltre che rivestire un particolare interesse economico per il Comune, potrebbe infatti essere di fondamentale importanza per la riapertura dello strategico impianto nell’ambito cittadino.
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