La Nuova Sardegna

Olbia

Coltellate al fratello: «Tentato omicidio»

di Giampiero Cocco
Coltellate al fratello: «Tentato omicidio»

L’accusa della procura, il 39enne è in stato di fermo. Una resa dei conti tra familiari e fidanzati, botte anche alla sorella

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TEMPIO. Sebastiano Manconi, il trentanovenne disoccupato ferito al torace e all’addome da cinque coltellate infertegli dal fratello Marco, 37 anni, e stgato dichiarfato fuori pericolo di vita, anche se i medidi dell’ospedale “Paolo Dettori” di Tempio mantengono la prognosi riservata.

Marco Manconi, l’accoltellatore, dopo un drammatico interrogatorio che è stato portato avanti nella caserma dei carabinieri sostenuto dal sostituto procuratore della Repubblica Cristina Carunchio, alla presenza del legale di fiducia avvocato Gianna Sotgiu, è stato dichiarato in stato di fermo di indiziato con la duplice contestazione di tentato omicidio e lesioni gravissime nei confronti dei congiunti, il fratello e la sorella Silvia.

Questa mattina il giovane dovrà comparire davanti al gip Giuseppe Grotteria per l’udienza di convalida e l’interrogatorio di garanzia. Intanto le indagini portate avanti dai carabinieri del reparto territoriale di Tempio guidati dal capitano Ilaria Campeggio vanno avanti ed è stata ricostruita, in gran parte, la genesi della lunga scia di violenza che andava avanti da alcuni giorni coinvolgendo i fratelli Manconi, l’ex convivente della sorella Silvia e il neo fidanzato della ragazza.

Il drammatico confronto tra fratelli e “cognati” sarebbe nato dall’aggressione subita da Silvia, 30 anni, ad opera dell’ex convivente (dal quale ha avuto un figlio, che ora ha otto anni) che poco meno di una settimana fa l’avrebbe picchiata per motivi ancora non chiari.

La ragazza una volta rientrata a casa avrebbe raccontato l’accaduto ai familiari e al suo nuovo convivente, il quale non avrebbe perso tempo e, spalleggiato dai fratelli Manconi, venerdì 18, all’ora di pranzo, si sarebbe presentato a casa dell’ex convivente della sua donna per chiedere conto dell’aggressione. Subendo lo stesso trattamento, tanto che ha rischiato di perdere un braccio per il colpo di roncola con l’uomo gli avrebbe rifilato non appena uscito, furibondo, di casa. Vista la mala parata il gruppetto di “aggressori” avrebbe richiesto l’intervento dei carabinieri, che una volta giunti sul posto in forze hanno provveduto a disarmare l’ex convivente di Silvia il quale, dentro casa, aveva altre tre roncole. La discussione è poi proseguita in famiglia, nell’abitazione di Silvia, in Via Palmiro Togliatti, dove il gruppetto si era riunito sabato notte per una cena. Al termine della quale, dopo avere abbondantemente bevuto, sono affiorate le vecchie ruggini tra familiari ed ad avere la peggio è stata Silvia, aggredita e malmenata di santa ragione dal fratello Marco, il più rissoso del gruppo. L’intervento dell’ambulanza del 118, poco la mezzanotte si sabato, è stata provvidenziale per portar via di casa la ragazza, sanguinate per le ferite provocategli dal fratello. La notte è trascorsa serena ma al risveglio, domenica mattina, sono riprese le liti verbali tra fratelli sconfinate, poco prima delle cinque pomeriggio, in una furibonda lite nel cortile delle case popolari. Durante la collutazione Marco Manconi ha tirato fuori una pattadese e ha inferto cinque coltellate al fratello Sebastiano, provocandogli profonde ferite al fianco, al petto e all’addome.

Sebastiano Manconi, sanguinante, ha fatto pochi passi dal cortile verso la strada principale poi è caduto a terra. A soccorrerlo e accompagnarlo in tutta fretta al pronto soccorso dell’ospedale di Tempio è stato uno dei vicini di casa, che lo ha caricato sulla sua auto senza attendere l’arrivo delle ambulanze. Sono stati i medici del pronto soccorso, constatate le gravissime ferite da taglio riportate dal giovane, ad allertare i carabinieri che hanno raggiunto la casa dov’era scoppiata la lite, fermando Marco Manconi che ha seguito senza alcuna reazione i militari in caserma, consegnando loro la pattadese ancora sporca di sangue.

Ora l’intero caso e al vaglio del sostituto procuratore della Repubblica di Tempio Cristina Carunchio che ha disposto, al termine del lungo interrogatorio notturno, il fermo dell’uomo al quale ha contestato i reati di tentato omicidio nei confronti del fratello Sebastiano e quello di lesioni personali gravi per il pestaggio della sorella. La quale, suo malgrado, si trova a vivere una situazione di estremo disagio e degrado morale vivendo in un ambiente dove i valori familiari e affettivi sono del tutto stravolti, se non inesistenti.

Il gruppo familiare è seguito da diversi anni dagli assistenti sociali del Comune e il loro unico sostentamento arriva dei contributi della Caritas e dell’assessorato ai Servizi sociali, che pagano loro anche l’affitto delle abitazioni dove risiedono. (Ha collaborato Angelo Mavuli)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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